In questo blog finora ho solo trattato la parte scherzosa dei miei viaggi facendomi beffe di alcune località visitate che non valevano la pena e non ho mai parlato seriamente dei posti che mi sono piaciuti. Questi ultimi sono davvero tanti, da ogni viaggio sono sempre tornata con un bagaglio di emozioni ed esperienze che mi hanno arricchita ed in sintesi posso dire di non essermi mai trovata male da nessuna parte. L’importante secondo me è viaggiare a mente aperta, senza pregiudizi, animati dal desiderio di conoscere qualcosa di nuovo e di diverso, ed è per questo che prediligo l’organizzazione in proprio e non quella dei tour operator che sarà anche comoda, ma è certo più impersonale.
Un viaggio che ricordo con particolare piacere è quello che portò il Principe e me nel Borneo Malese, ma non aspettatevi un resoconto dettagliato, a me annoia leggere quei diari zeppi di particolari spesso irrilevanti e per questo motivo mi limiterò ad una breve descrizione corredata dalle mie impressioni.
Il viaggio si svolse nel settembre 2008 e prima di dedicarci al Borneo trascorremmo qualche giorno a Tioman, una piccola isola al largo della costa est della Malesia priva di strade e di paesi, popolata solo da minuscoli villaggi sulla costa attorniati dalla foresta.
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Tioman |
Il contatto con la natura fu un’esperienza bellissima , il mare abbondava di pesci coloratissimi, la notte era animata dal concerto di grilli, rane, uccelli notturni e il risveglio al mattino veniva dato dalle scorribande delle scimmie sui tetti delle casette.
Era la prima volta che dormivo a ridosso della foresta e forse per questo conservo un ricordo così vivo di quelle notti passate ad ascoltare la sinfonia della natura; in seguito, la prima notte in albergo in città mi sembrò tutto troppo silenzioso, mi mancava quel sottofondo.
Era la prima volta che dormivo a ridosso della foresta e forse per questo conservo un ricordo così vivo di quelle notti passate ad ascoltare la sinfonia della natura; in seguito, la prima notte in albergo in città mi sembrò tutto troppo silenzioso, mi mancava quel sottofondo.
Avevamo già visitato la Malesia continentale l’anno prima e ne ero rimasta affascinata, soprattutto per il miscuglio di culture e di umanità in un Paese moderno seppure legato alle tradizioni, il tutto condito dall’immancabile gentilezza asiatica. In Borneo c’è un po’ meno mescolanza etnica (ad esempio è quasi del tutto assente la comunità indiana) ma gli abitanti di Kuching (la capitale di Sarawak, uno dei due stati del Borneo Malese ) sono addirittura più affabili che nel resto del Paese!
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lungofiume Kuching |
La gente che passeggia lungo il fiume, quando ti incrocia, sorride e saluta come se ti conoscesse e tante volte ci siamo fermati a chiacchierare con delle persone lungo le strade della città; sarà che lì non sono ancora invasi dal turismo oppure sarà questione di indole e di cultura ma per me, abituata all’indifferenza di una grande città, è stato toccante.
Kuching è una città molto graziosa e dall’atmosfera rilassata nonché un’ottima base per visitare parchi, foreste e spiagge nelle vicinanze, anche grazie all’efficientissimo Ufficio del Turismo e dei Parchi Nazionali.
Kuching è una città molto graziosa e dall’atmosfera rilassata nonché un’ottima base per visitare parchi, foreste e spiagge nelle vicinanze, anche grazie all’efficientissimo Ufficio del Turismo e dei Parchi Nazionali.
Semenggoh Park: un centro in cui gli oranghi feriti e i cuccioli rimasti orfani vengono curati e reintrodotti alla vita selvatica, qui si possono osservare a debita distanza questi stupendi animali che balzano in libertà da un albero all’altro.
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rafflesia |
Gunung Gading Park: piacevole percorrere i sentieri tra gli
alberi e giungere ad una cascata, ma la vera attrattiva del parco è la ricerca
della rafflesia: si tratta di una pianta molto particolare, per così dire
“sotterranea” in quanto non presenta tronco o foglie e si manifesta solo con
dei fiori stravaganti che emanano uno sgradevole odore. Il bocciolo per
colore e dimensioni ricorda un pallone da basket, mentre il fiore aperto
assomiglia ad una enorme pianta carnivora anche se in realtà non lo è. Nel
parco guide esperte che aiutano ad individuare i boccioli nascosti dalle foglie
degli alberi depositate sul terreno.
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Batang Ai |
Tutto qui, e non è poco davvero.
Bako Park: secondo me il pezzo forte, ci si arriva via mare con delle piccole lance. Qui abbiamo trascorso due notti organizzando il tutto tramite l’Ufficio del Turismo di Kuching che mette a disposizione dei visitatori casette di legno e un centro accoglienza in cui mangiare.
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Bako Park centro visitatori |
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nepenthes gracilis |
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scimmie nasiche tra le mangrovie |
Aspettando la barca che ci avrebbe riportati a Kuching sentivo di lasciare in quel parco un pezzetto di cuore, ma forse è più giusto dire che stavo portando via nel mio animo le sensazioni di un’esperienza memorabile.
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Chi mi conosce di persona sa che sono appena tornata dallo Sri Lanka e si starà chiedendo perchè adesso parlo della Malesia. Bè, questo pezzo era già pronto prima di partire... e lo Sri Lanka richiede un altro capitolo.
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