I libri (cartacei o elettronici) li compro o li
scambio con gli amici, ma nella mia adolescenza le biblioteche hanno svolto un
ruolo fondamentale e sento di avere un legame affettivo molto intenso con quei
luoghi sebbene non li frequenti quasi più.
Ho iniziato ad andare in biblioteca quando facevo la terza
media: a Mirafiori non ce n'erano e quindi con le mie amiche prendevamo
l'autobus (Sì, da sole! Ai tempi nessuno lo considerava abbandono di minore) e
andavamo in un altro quartiere dove c'era una biblioteca comunale installata in
una antica dimora signorile circondata da un parco. Era già un piacere trovarsi
lì, ma il vero motivo di interesse e attrazione per noi era la “Sala Fumetti”
in cui passavamo pomeriggi a leggere le storie di Linus e Charlie Brown. Altro
motivo di gradimento era che potevamo gironzolare tra gli scaffali e sfogliare
liberamente i libri senza essere “braccate” dai bibliotecari. Questa libertà di
poter curiosare ci fece pian piano allargare i nostri orizzonti dai fumetti ai
libri e, negli anni seguenti, continuando ad andare in biblioteca con la scusa
di cercare volumi per la scuola tanti libri interessanti trovarono me.
Spero che anche i ragazzini di oggi possano rinunciare ogni tanto alla
comodità di avere tutto in casa e passare qualche giornata con gli amici a
scoprire il fascino di una biblioteca.
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