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3 ottobre 2024

Ritorni


Ci voleva un evento speciale per farmi tornare a scrivere sul blog, uscendo dall’impasse, dal silenzio “grafico” in cui ero adagiata. L’evento – o dovrei dire l’avvento – è manco a dirsi il nuovo album dei Cure che finalmente dopo tanti anni di attesa uscirà a novembre!

Durante questi sedici anni di silenzio discografico i Cure sono sempre andati in tournée proponendo durante le loro esibizioni dal vivo anche brani nuovi, e hanno sempre ribadito che prima o poi un nuovo album sarebbe stato dato alla luce.

Qualcuno avrebbe potuto dubitare di questa affermazione, prenderla come una cosa detta tanto per dire o, peggio ancora, una trovata pubblicitaria. I fans invece hanno sempre avuto la certezza che la parola data sarebbe stata mantenuta… c’è un rapporto di fiducia nei confronti dei nostri beniamini.

Intanto in questi giorni è uscito un singolo, bello, intenso, struggente, carico di atmosfera e non vi nascondo la gioia e la commozione che provo nel sentirlo trasmettere anche alla radio.

Il Mondo Non E' Perso.


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(link-fai-da-te by Mira Queen)

22 novembre 2017

Déjà entendu?



Ci sono suoni, o immagini, o sensazioni di emozioni vissute nell’infanzia che rimangono sepolte in qualche angolo nascosto della memoria; poi, a distanza di anni, riaffiorano alla superficie e sembrano idee nuove, ma non lo sono.
Chissà se nel 1977 un bambino inglese di nome Noel Gallagher ascoltava alla radio uno strampalato artista belga chiamato Plastic Bertrand? Fatto sta che a quarant’anni di distanza il suo ultimo singolo assomiglia proprio tanto a quella canzone.

Plastic Bertrand - ça plane pour moi


 Noel Gallagher  - Holy Mountain
 

22 marzo 2017

Prima o poi...


Prima o poi riprenderò a scrivere, magari anche qualcosa di interessante, nel frattempo un po’ di intrattenimento musicale.
Dall'etere radiofonico è giunto alle mie orecchie un brano che mi ha catturata: sa un po' di Siouxsie e un po' di Joy Division. E così ho scoperto i Lebanon Hanover, meglio tardi che mai visto che il primo disco risale al 2011.





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28 settembre 2016

Il rito della domenica


Febbre a 90' è un romanzo di Nick Hornby che dovrebbero leggere tutti i tifosi di una squadra di calcio e anche i loro familiari, i quali potrebbero così avvicinarsi e comprendere quell'universo misterioso in cui sembrano gravitare i loro cari.

In questo libro, uscito nel 1992, l'autore descrive il proprio rapporto un po' romantico con la squadra del cuore ed un campionato di calcio non ancora ridotto a prodotto commerciale di consumo, come è ormai ai giorni nostri.

Lo spunto per le mie riflessioni parte da questo brano:

5 marzo 2015

Il collaudo spaziale

INTRODUZIONE


L’ultima drammatica missione dell’astronauta e il suo commovente epilogo è stata narrata qui da Papillon che avrebbe dovuto anche raccontarvi la prima tragicomica avventura. L’italo americano Jack Leone non era certo un tipo fortunato e le avvisaglie del suo destino si sarebbero potute scorgere sin dalla prima spedizione solitaria: in quel frangente si verificarono infatti accadimenti a dir poco bizzarri.
Ma visto che non l'ha fatto lui,  vi racconto io questa storia, che potremmo chiamare l’antefatto (e non il prequel) tanto per fare un po’ come va di moda adesso al cinema.



21 novembre 2014

Crisi di identità


C'è stato un momento nella mia vita in cui ho creduto di essere un uomo. Ma è meglio se vi spiego.

Nel corso di uno spettacolo, la simpatica Geppi Cucciari salutò con gioia e sollievo la fine della trasmissione Tutto il calcio minuto per minuto, additandola come tortura settimanale cui le donne sono state sottoposte per anni dagli uomini di famiglia.
Mentre lei proseguiva l'invettiva contro gli sport alla TV – il calcio in particolare – continuando a reputarli nemici giurati del pubblico femminile, pensavo che invece io seguo volentieri i programmi sportivi, e un po' mi dispiaceva che Tutto il calcio finisse a causa del fatto che non si giocano più le partite in contemporanea alla domenica pomeriggio, come quando da ragazzina ascoltavo la radio con mio padre.
Le mie divagazioni infantili venivano interrotte da musichette che riportavano la mia attenzione allo spettacolo. Stavano andando in onda le sigle di 90° minuto e Tutto il calcio e l'attrice sosteneva che il solo udire questi suoni avrebbe evocato sentimenti di terrore, ansia e disperazione in tutte le donne presenti; a me veniva da ridere perchè mi sembravano reazioni esagerate per delle trasmissioni che in fondo mi piacevano.
Poi la cosa si fece drammatica. Per dimostrare lo sgomento che una donna può provare nel sentire una musica che le richiama alla mente qualcosa di estremamente spiacevole da cui fuggire, fece ascoltare un brano che avrebbe dovuto sortire lo stesso effetto nei maschi: la marcia nunziale!
Fu in quel momento che sospettai di essere un uomo!

Ma tanto per peggiorare la situazione, ultimamente ho fatto una scoperta che mi ha disorientata ancora di più.
Avete presente quei siti internet dove per registrarsi o pubblicare un commento appare una stringa di verifica? I famigerati codici captcha accompagnati dalla non meno irritante didascalia “dimostra di non essere un computer”. Forse sono diventata astigmatica, comunque faccio una fatica terribile a leggere correttamente quelle letterine distorte che danzano esili tra asimmetrici ghirigori. Non li sopporto i codici captcha, non li capisco, non riesco a distinguere i caratteri e mi fanno incazzare; se posso li evito volentieri, ma a volte è necessario affrontarli per iscriversi a qualcosa di importante e quindi bisogna armarsi di pazienza (che non sempre basta). Una volta, su un sito particolarmente ostile ho dovuto rigenerare il codice ben cinque (dicesi 5 !) volte prima di riuscire a decifrarlo e potete ben immaginare tutta la mia frustrazione.
... così ho scoperto di essere un computer. Anzi, mi sa che sono Marvin, l'Androide Paranoico di Douglas Adams, visto che mi lamento sempre.
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25 modi per farlo urlare
Elogio dell'ozio

(link-fai-da-te by Mira Queen) 

1 giugno 2014

Disintegration


Negli ultimi tempi ho letto diversi articoli che mi hanno ricordato - sebbene non sia solita tenere il conto di simili celebrazioni – la ricorrenza dei 25 anni dalla pubblicazione di Disintegration, un album fondamentale nella carriera dei Cure nonché uno dei miei preferiti,  superato solo da Seventeen Seconds più che altro per ragioni affettive.
Robert Smith voleva comporre un album capolavoro, una sorta di sua sinfonia prima di compiere i 30 anni di età ed era così risoluto che se il gruppo non ne avesse condiviso gli intenti lo avrebbe realizzato da solo. Alla luce dei fatti un capolavoro lo è e sono anche contenta che non abbia significato la disintegrazione del gruppo ma sia stato invece un album “orchestrale” dei Cure e indipendentemente dal successo di vendite e dai giudizi della critica passati, presenti e futuri questo è un album che ai fans piace... ed è ciò che conta.

5 marzo 2014

Risvegli


Al mattino ho l’abitudine di svegliarmi con la radio sintonizzata su una stazione che trasmette musica rock. Mentre mi preparo, in sottofondo passano Led Zeppelin, David Bowie, Clash che mi fanno iniziare bene la giornata; poi esco di casa per andare al lavoro, nella stazione della metropolitana la filodiffusione trasmette Laura Pausini, Nek, Rihanna e simili… e mi rimangono in testa ad infastidirmi per tutta la mattinata!

16 settembre 2013

Wish You Were Here e L'Olandese solitario


 Si scrive perchè è una necessità.
Questa sera ho ascoltato per ben due volte alla radio (stazioni diverse ovviamente) Wish You Were Here dei Pink Floyd ed è stato così insolito, sorprendente, da sembrarmi un segno e ora eccomi qua con l’urgenza di raccontare questo aneddoto.


La prima vacanza che feci insieme alla mia amica La Baronessa fu a Torremolinos (che quadretto… una regina, una baronessa e la tenda con il simbolo dell’anarchia). Il campeggio, che era anche l’unico della zona, era popolato da varia umanità con prevalenza di giovani e fusi ed era abbastanza facile fare amicizia anche con persone di altre nazionalità.

Di fronte alla nostra tenda era accampato un olandese di almeno una decina d’anni più grande di noi, solo e solitario, che non andava mai da nessuna parte e passava le giornate seduto davanti alla tenda a bere birra e ascoltare musica. Era cupo e in un certo modo affascinante e ovviamente non attaccammo mai bottone con lui, forse ci salutavamo a malapena; dalla nostra tenda osservavamo i suoi pochi spostamenti e facevamo congetture sul perché fosse sempre solo e pensieroso.

A parte quella volta che facemmo così tanto casino all’ora della siesta che la famiglia spagnola della roulotte accanto – invece di riempirci di mazzate come avremmo meritato – ci regalò della frutta per chiederci bonariamente di fare silenzio, in genere in campeggio stavamo abbastanza tranquille ad ascoltare musica e chiacchierare. Eravamo delle allegrone e il nostro repertorio musicale spaziava dalla classica “cassetta da lamette” ai Bauhaus, Cure, Smiths… e Pink Floyd.

E qui siamo al dunque. Una sera mentre La Baronessa ed io eravamo intente a preparare la cena, L'Olandese seduto davanti alla sua tenda beveva birra in contemplazione del vuoto e il nostro registratore diffondeva musica. Quando attaccò a suonare Wish You Were Here egli ebbe un impercettibile moto di turbamento, posò la bottiglia e passò dalla contemplazione ad un immobile rimuginare. Poi di scatto si alzò, salì in macchina e andò via. La cosa inizialmente ci fece anche un po’ sorridere perché fu come se il nostro aver inavvertitamente toccato un tasto dolente l’avesse smosso dal suo perdurante immobilismo.

Stette fuori la notte e tutta la giornata seguente e lo sentimmo rientrare in campeggio solo a notte fonda; il mattino successivo una fila impressionante di bottiglie vuote era allineata fuori dalla sua tenda e un paio di giorni dopo partì. Forse le sue vacanze erano finite, forse quella fatidica sera non aveva nemmeno sentito la nostra musica e si era improvvisamente ricordato di un impegno, noi però ci sentimmo a lungo in colpa per avergli suscitato chissà quali spiacevoli sentimenti.



Ho ascoltato tante volte quella canzone nel corso degli anni e a volte ho anche ricordato con un certo distacco quell’episodio, ma questa sera mi sono proprio chiesta: “chissà che fine ha fatto L’Olandese solitario?”


Leggi anche:
(link-fai-da-te by Mira Queen)

9 agosto 2013

Alta Fedeltà 2



Ci ho preso gusto a fare gli elenchi. (vedi anche Alta Fedeltà 1  )

Nel corso di un programma radiofonico si chiedeva agli ascoltatori quale fosse il concerto a cui avrebbero voluto partecipare ma non l'avevano potuto fare per motivi anagrafici, di distanza o altro.
Ci ho pensato un po' e ne sono venuti fuori questi due elenchi

I CONCERTI MEMORABILI CHE HO VISTO
  • Cure Bilbao 2012. La terza volta che li ho visti dal vivo ed è stata un'esperienza così elettrizzante che ho dedicato un post all'evento 
  • Cult Palasport Torino 1986. Ai tempi dell'album Love, al massimo del loro splendore.
  • Vasco Rossi 1983 in poche centinaia al Campo sportivo di Igea Marina, perchè son capaci tutti ad essere in 70.000 a San Siro.
  • Depeche Mode Palasport Torino 1987 con David Gahan che riempiva il palco da solo.
  • Iggy Pop & The Stooges al Parco della Pellerina a Torino nel 2004, gratis. C'è bisogno di aggiungere altro?
  • Bruce Springsteen Stadio Comunale Torino 1988  L’evento era il concerto per Amnesty International denominato  Human Rights Now, nella stessa giornata suonava anche gente come Sting e Peter Gabriel, ma il Boss era stato un gradino sopra tutti

QUELLI CHE AVREI VOLUTO VEDERE
  • Police Torino 1980. Non erano ancora i tempi in cui i genitori andavano a prendere i ragazzini in discoteca... quindi, causa età e finanze insufficienti.
  • Rolling Stones Torino 1982. Idem come sopra, ma almeno per consolazione l'Italia aveva vinto i mondiali di calcio quel giorno.
  • U2 Modena 1987. Uno dei pochi periodi lavorativi di quell'anno e non mi ero potuta assentare, così vidi a malincuore i miei amici partire.
  • Placebo Collegno (TO) 2006. Principe Consorte di Mirafiori ricoverato in ospedale.
  • Pearl Jam Torino 2006. Un ragazzo che lavorava in una radio locale avrebbe dovuto farmi trovare due ingressi omaggio alla biglietteria, peccato che non risultassero né il mio nome, né il suo… comunque qualcuno della radio li ritirò e andò a vedere il concerto alla faccia di tutti.
Aggiungo poi genericamente, poichè non ho date in particolare a cui riferirmi, che mi sarebbe piaciuto vedere gli Smiths (ma ho visto Johnny Marr nel 2003) e Siouxsie & The Banshees con Robert Smith alla chitarra.


 

5 marzo 2013

Macerie


L'altro giorno, con mio grande piacere e stupore, alla radio hanno passato un pezzo dei Joy Division e lo speaker, prima di trasmettere il brano, commentava l'epoca e il contesto musicale dei primi anni '80 dicendo:
“... nel 1980 siamo ancora nel periodo punk ma nei Joy Division non c'è più la rabbia del punk – viene tolta di mezzo – non c'è più la volontà di distruggere perchè siamo già in mezzo alle macerie...”
Questa allusione alle macerie ha davvero colpito nel segno e mi ha fatto pensare che se già allora eravamo nelle macerie, adesso siamo in un paesaggio post atomico di disintegrazione a livello sociale, culturale e politico... e purtroppo anche a livello musicale. Il rifiuto di questo scenario dovrebbe essere il terreno per una nuova onda di creatività musicale e invece sono solo cover, campionature e talent show per cantanti pop da botteghino. Anche la musica sta diventando un mero oggetto di consumo.





 
Joy Division - Love Will Tear Us Apart

6 dicembre 2012

Tradimenti e social network



Ho sentito alla radio che secondo una statistica la maggior parte dei tradimenti avviene “grazie” ai social network, non tanto perché si incontrano persone nuove ma perché si vanno a cercare le vecchie fiamme, all’inizio per la curiosità di vedere che fine hanno fatto e poi da cosa nasce cose si ricomincia a frequentarsi.

Mah! Dico io. Se c’è una categoria di persone che spero sempre di non incontrare (sui social network così come nella vita reale) sono gli ex fidanzati. In fin dei conti se ci si è lasciati un buon motivo ci sarà stato di sicuro, e anche se a distanza di tempo non si ricorda più quale fosse è senza dubbio sufficiente per continuare a perdersi di vista.

Trovo assurda la gelosia che molta gente prova nei confronti delle/degli ex del proprio partner… ma non è già abbastanza impegnativo essere gelosi al presente? Bisogna anche complicarsi l’anima con la gelosia retroattiva?

Per quanto riguarda la ricerca dei vecchi amici invece, non credo che vorrei riprendere i contatti con tutti, però ogni tanto mi piacerebbe poter dare un’occhiata alle loro vite per vedere come stanno.