24 dicembre 2018

Piccoli gesti di ordinaria ribellione



Piccoli gesti di ordinaria ribellione

E’ una questione di salute mentale
Per liberarsi dall’uniformità
Non ho lo smartphone, non sono su facebook
Non chatto, non taggo, non sono su instagram
Non sono social, non sono social
Non ho tatuaggi, non seguo la moda
Non voglio figli, non pago un mutuo
Non guido l’auto, non compro a rate
Non sono in carriera, non sono trendy
Non sono social, non sono trendy

 



Liberamente ispirato a:


Io sto bene ( CCCP fedeli alla linea)



E' una questione di qualità è una questione di qualità è una questione di qualità

O una formalità non ricordo più bene una formalità
Come decidere di tagliarsi i capelli
Di eliminare il caffè o le sigarette
Di farla finita con qualcuno o qualcosa
Una formalità una formalità una formalità
O una questione di qualità



Io sto bene io sto male io non so dove stare
Io sto bene io sto male io non so cosa fare
Non studio non lavoro non guardo la tivù
Non vado al cinema non faccio sport
Non studio non lavoro non guardo la tivù
Non vado al cinema non faccio sport




15 dicembre 2018

Dicembre a Torino


Con questo clima impazzito peperoncini e pomodori maturano sul balcone a dicembre.
Speriamo di non fare i pupazzi di neve a luglio.








11 dicembre 2018

Rubrica: Ho fatto la pipì 16^ puntata

Ecco l'atteso appuntamento con la rubrica di cessologia applicata. Chi legge per la prima volta sappia che questo è un servizio di publica utilità in cui troverà le recensioni dei bagni dei locali torinesi da me frequentati. Qui le puntate arretrate.



Arancia di Mezzanotte al Quadrilatero: va bene,erano anni che non ci andavo, (qui la vecchia recensione) ma cosa gli è successo? E’ di una sciatteria desolante e non c’è neanche più la porta scorrevole!

E a proposito di locali che non bazzicavo da un po’, ho ripreso a frequentare le serate musicali del Magazzino di Gilgamesh - locale in piazza Moncenisio noto per i concerti - e vista la favolosa ristrutturazione che ha trasformato il tugurio dei tempi andati in un moderno e confortevole bagno, riprenderò sicuramente anche a frequentarne i servizi.

Birrificio Edit in via Cigna. Bagno in stile post industriale con un lamierone a fare da lavandino, il tutto dipinto in rossonero (accostamento cromatico perfetto per il cesso, in effetti). Durante la mia “visita” - come se non fossi già stata infastidita abbastanza dalla vista di quei colori – mi sono trovata a disagio a causa della mancanza di serratura che mi ha costretto dalla posizione “seduta-senza-toccare” a tendere un braccio per tenere la porta chiusa. Bene, anzi male, perché in quella posizione di precario equilibrio ed estrema scomodità si è pure spenta la luce lasciandomi a mezz’aria ad agitare il braccio libero per cercare di riattivare la fotocellula sforzandomi di non strofinare i pantaloni sul pavimento. Inutile dire che la luce si è riaccesa solo quando ho finito e mi sono rialzata. Mavaffff….  (vedi cessi da stadio)

Luna’s Torta a San Salvario è un caffè letterario o, se preferite, una libreria con caffetteria. Fatto sta che i vari cartelli per indicare luce del bagno, attenzione al gradino e lavandino fuori servizio non riportano banali indicazioni ma delle brevi prose. Da proporre per un gemellaggio con quello che avevo segnalato a Minorca, poeta involontario.

Centro Studi Sereno Regis in via Garibaldi: il bagno attiguo alla sala conferenze presenta una simpatica fontanella incastonata nel muro, uguale a quelle che una volta si trovavano nei cortili. Anzi, visto che la sala è all’interno del cortile, sicuramente la fontanella è stata inglobata nel bagno con i lavori di ristrutturazione: il risultato è gradevole.

Discoteca Vaniglia in via Sabaudia: uno di quei casi in cui il bagno dimostra più senso estetico del locale stesso. [Questo vuol dire che il bagno è bellissimo o che il locale fa cagare?]

Pizzeria Fonderie Ozanam in via Foligno: in un ambiente moderno sono ben inseriti a contrasto accessori in stile vintage come specchi antichi con cornice e foto d’epoca. La vera chicca sta però nell’antibagno: lì c’è una vecchia bilancia pesapersone tipo quelle da farmacia di una volta, roba da sensi di colpa del dopo cena!  





17 novembre 2018

Beata ignoranza



Non si può sapere tutto, è ovvio, ma dovrebbe essere naturale il desiderio di conoscere cose nuove, imparare e migliorare se stessi in qualche modo.

Non riesco proprio a capire quelle persone che si ostinano nell'ignoranza, non per carenza di mezzi economici, ma che per mancanza di consapevolezza di sé non cercano stimoli intellettuali. Mi riferisco a coloro i quali non leggono un libro (e magari se ne vantano pure!) per paura di annoiarsi, considerandolo una perdita di tempo, preferendo invece spegnere il cervello e accendere la televisione per guardare reality fasulli e beceri spettacoli. Costoro sono gli stessi che non vanno a visitare un museo dicendo di non essere interessati alle “cose vecchie” o sostenendo di non capire l'arte moderna, preferendo invece trascorrere i fine settimana passeggiando nei centri commerciali.

L'arte parla al cuore, produce emozioni, e non bisogna necessariamente aver studiato all'Accademia di Belle Arti per apprezzarla. E’ probabile invece che dopo aver visitato un museo o una mostra venga voglia di saperne di più, di approfondire, così come dopo aver letto un libro si trovi lo spunto per iniziarne un altro. Gli argomenti interessanti sono infiniti e si diramano gli uni dagli altri.

Troppo impegnativo! Più studi e impari, più ti rendi conto di quanto altro ti piacerebbe sapere e conoscere, più sai e più ti rendi conto di non sapere; invece se ti crogioli nell'ignoranza, non sai un cazzo ma sei convinto di non avere bisogno di imparare niente, stai bene nella tua ottusità perchè credi di sapere già tutto.

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per approfondimenti



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Leggi anche:
. Enjoy the silence
.Vai a vivere in campagna
.Gli italiani e le lingue straniere

(link-fai-da-te by Mira Queen)
 

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