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2 gennaio 2019

I libri del 2018 e le biblioteche di sempre


I libri (cartacei o elettronici) li compro o li scambio con gli amici, ma nella mia adolescenza le biblioteche hanno svolto un ruolo fondamentale e sento di avere un legame affettivo molto intenso con quei luoghi sebbene non li frequenti quasi più.
Ho iniziato ad andare in biblioteca quando facevo la terza media: a Mirafiori non ce n'erano e quindi con le mie amiche prendevamo l'autobus (Sì, da sole! Ai tempi nessuno lo considerava abbandono di minore) e andavamo in un altro quartiere dove c'era una biblioteca comunale installata in una antica dimora signorile circondata da un parco. Era già un piacere trovarsi lì, ma il vero motivo di interesse e attrazione per noi era la “Sala Fumetti” in cui passavamo pomeriggi a leggere le storie di Linus e Charlie Brown. Altro motivo di gradimento era che potevamo gironzolare tra gli scaffali e sfogliare liberamente i libri senza essere “braccate” dai bibliotecari. Questa libertà di poter curiosare ci fece pian piano allargare i nostri orizzonti dai fumetti ai libri e, negli anni seguenti, continuando ad andare in biblioteca con la scusa di cercare volumi per la scuola tanti libri interessanti trovarono me.
Spero che anche i ragazzini di oggi possano rinunciare ogni tanto alla comodità di avere tutto in casa e passare qualche giornata con gli amici a scoprire il fascino di una biblioteca.

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Chiuso il momento nostalgico, passiamo ai libri letti nel corso del 2018: sono pochini ma comunque non mi dilungherò in recensioni approfondite, giusto qualche accenno.

9 gennaio 2016

Sfide di lettura 2



Secondo e ultimo aggiornamento dei giochi basati sulla lettura dei libri e per chi non sa di cosa si tratti seguite i link, qui trovate il Reading Challenge 2015 e qui il mio “Decalogo in 15 punti del buon lettore".

Considerazioni generali
Sottopormi a queste sfide ha parzialmente influenzato il mio approccio alla lettura, in particolare ho cercato di prestare più attenzione all’età dello scrittore e alla cronologia delle opere e tutto sommato si è rivelato un piccolo, interessante, approfondimento. Le mie scelte non sono state condizionate più di tanto dalle liste, anche se a un certo punto ho realizzato che “mancavano” le donne e gli italiani e mi sono così imposta di colmare questa – chiamiamola così – lacuna, tanto per stare al gioco.

27 maggio 2015

Sfide di lettura


Ho deciso di giocare al Reading Challenge2015 ( che ho scoperto QUI ) ma a modo mio e una premessa si rende quindi necessaria.


I punti 13 (libro ambientato in una nazione diversa dalla propria) e 44 (scritto in un'altra lingua) li do per assolti ancora prima di iniziare in quanto la maggior parte dei libri in circolazione sono tradotti, così come è evaso il punto 40, un fumetto: ça va sans dire!

Che devo dire invece del punto 42 (libro che possiedi ma non hai mai letto) Ovvio leggere un libro che non si è ancora letto, o vogliamo continuare a rileggere lo stesso per tutta la vita? Idem dicasi per il punto 16.(di un autore che ami ma non hai ancora letto)


10 gennaio 2015

Consigli di lettura

Ho scoperto da poco su questo blog l’iniziativa “The Reading Challenge 2015”e mi sembra che si tratti di un gioco divertente per chi ama leggere. In generale non sono molto ligia alle regole e quindi parteciperò a modo mio, cioè leggendo quello che mi va senza farmi condizionare dalla lista e verificando alla fine quanti punti avrò totalizzato, magari darò degli aggiornamenti periodici…

Questa sfida per incentivare la lettura mi ha dato l’ispirazione per stilare una sorta di “Decalogo del Buon Lettore”, cioè regole che dovrebbero essere applicate ogni anno (ma che io per prima non seguo) e magari provare a vedere alla fine i risultati raggiunti, giusto per giocare un po’ con i libri e mettersi alla prova.

DA FARE
Leggere un classico
Leggere un saggio o un libro di storia, insomma non di narrativa
Leggere un libro di poesie (almeno una sola, misera poesia?)
Leggere un autore che si ama
Scoprire un autore che non si conosceva
Leggere un autore esordiente
Leggere libri scritti sia da donne sia da uomini (e magari anche da bambini)
Leggere un libro uscito nell’anno in corso
Rileggere un libro che era piaciuto o dare una seconda possibilità a uno non terminato
Leggere un libro del proprio genere narrativo preferito
Sperimentare un libro di un genere mai letto (es un giallo se si amano i libri romantici e così via)
Leggere un autore della propria nazionalità
Leggere un autore di un Paese che si conosce poco
Farsi prestare o consigliare un libro a sorpresa da un amico
Leggere un libro in una lingua diversa dalla propria (sempre più difficile!)

E alla faccia del decalogo, visto che ho già elencato 15 punti aggiungo anche

DA NON FARE
Comprare non-libri scritti da ghost writers a nome di personaggi TV, calciatori o simili (al limite leggeteli se li trovate nella sala d’aspetto del dentista)
Comprare i volumi di una trilogia tutti insieme, ma provare a leggere il primo per vedere se piace
Leggere i libri annunciati come best sellers ancora prima di uscire
Credere troppo a quelli che scrivono liste per darvi consigli


Quindi buona lettura e soprattutto ricordate che la regola regina (ovviamente) è quella di leggere il mio blog e magari anche quelli dei miei amici.


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Leggi anche:
E-book vs Libro 
Libri non letti
La seconda settimana di scuola
(link-fai-da-te by Mira Queen)

28 ottobre 2014

E-Book vs Libro Cartaceo



Non entro nel dettaglio di quale e-reader abbia scelto e perchè, ma dopo qualche mese di letture elettroniche è giunto il momento di fare un bilancio dei pregi e dei difetti del libro di carta e di quello digitale.


 PRO                                                CONTRO


E-Book I formati elettronici costano di meno e si riempie meno la libreria
Cartaceo Una biblioteca occupa spazio in casa e deve essere riordinata spesso se si acquistano tanti libri
C La bellezza di avere in casa una libreria da ammirare
C La polvere si accumula sui libri e sugli scaffali
EB Si può avere con sé un tomone senza averne il peso in borsa (e per me è giunto il momento di leggere Il Conte di Montecristo)
EB Si possono avere più libri a disposizione contemporaneamente, quindi è comodo in viaggio
C Un libro in borsetta pesa e per questo motivo bisogna scegliere accuratamente cosa portare da leggere in vacanza
EB L'e-reader con tecnologia e-ink (gli ultimi modelli, per intenderci) non affatica la vista perchè non è retroilluminato come un tablet e si può anche leggere al sole perchè non fa riflessi
EB Vocabolario e traduttore sono annessi al dispositivo
EB Ancora non si trova tutto, specialmente se si cercano titoli vecchi
C Il libro in quanto oggetto: la copertina colorata, l'odore della carta, la piacevolezza dello sfogliare le pagine, rileggere le sottolineature
C La facilità del sottolineare e scrivere appunti con la matita
EB Si può sottolineare e mettere delle note ma non c'è paragone con la semplicità e praticità della matita su carta
C Scorrere le pagine
EB E' poco pratico scorrere le pagine per rileggere un brano che non si era evidenziato oppure per andare avanti a vedere quanto manca alla fine del capitolo
C La carta non si impalla, non va in conflitto con il computer, non perde le sottolineature a meno che le cancelli con la gomma
EB Come tutti i dispositivi elettronici si inceppa (o si guasta) e necessita di continui aggiornamenti
C Non patisce troppo se lo lasci sulla spiaggia o se prende qualche schizzo d'acqua di mare
C Un libro vecchio si può sempre leggere
EB Tra qualche anno si riusciranno ancora a leggere i vecchi formati?



In conclusione: una forma di lettura è più fredda ma funzionale, l'altra emozionale ma a volte poco pratica a causa del peso e dell'ingombro. A seconda del tipo di libro che desidero leggere sceglierò tra formato cartaceo e elettronico, ma in linea di massima direi che "i libri da vivere" continuerò a leggerli in formato cartaceo per sottolinearli e sfogliarli mentre per la narrativa in genere il formato elettronico può andare benissimo.

Ciò che conta è tener sempre presente che con gli e-book – così come per la musica in formato mp3 – si corre il rischio di trasformare in oggetto di consumo ciò che invece dovrebbe essere semmai oggetto di culto.





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Leggi anche:
Librai tristi e lettrici malinconiche
Tito di Gormenghast
Alta Fedeltà 1
(link-fai-da-te by Mira Queen)

5 ottobre 2014

Cose che (non) amo dell'autunno

L'autunno a Torino è quel breve lasso di tempo che intercorre tra i sandali e gli stivali che nelle annate migliori va da metà settembre a fine ottobre.
Riprendendo quanto scritto a proposito dell'estate ho cercato di elaborare un elenco di ciò che mi piace di questa breve stagione, ma mi rendo conto che il risultato non è lo stesso.

14 agosto 2014

I was happy in the haze of a drunken hour


 Da ragazzi spesso si beve solo per il gusto di esagerare, forse per mettersi alla prova o per vedere dove è il limite e se lo si può superare; io non sono stata certo da meno e in certi periodi non si contavano le serate in cui tornavo a casa “storta” accompagnata da amici altrettanto piegati (non c'era consapevolezza e nemmeno lo spauracchio della prova del palloncino) e al mattino la stanza girava ancora come la notte prima.
Adesso che sono anagraficamente adulta non sono certo diventata astemia ma sicuramente qualcosa è cambiato: ho forse imparato a reggere l'alcool oppure so riconoscere il mio limite e fermarmi prima di oltrepassarlo; probabilmente la casa dove vivo è più stabile e al mattino le pareti della camera non girano più.

Come suggerisce il titolo – che è l'incipit di una canzone degli Smiths - c'è chi dalle proprie sbronze ha saputo trarre ispirazione per farne scaturire qualcosa di artistico, sia in campo musicale sia in campo letterario (Baudelaire, Rimbaud, Bukowski, Welsh tanto per nominare i primi che mi vengono in mente). Poi ci sono io che non so suonare e forse non so nemmeno scrivere, che colleziono solo patetiche figure.
Le sbronze più clamorose risalgono tutte al passato ma anche in tempi relativamente recenti qualcosa di divertente c'è stato e vi racconto alcuni episodi in ordine sparso, quelli che ricordo, così come li ricordo omettendo i momenti di alcolismo molesto vissuti con Il Minotauro perchè le vicende che lo riguardano richiedono sempre capitoli a parte

28 giugno 2014

Librai tristi e Lettrici malinconiche


Ho letto un post molto carino intitolato "Cose che i librai tristi amano dell'estate" che mi ha fornito l'ispirazione per scrivere un mio elenco che potrei chiamare "Cosa piace dell'estate alla lettrice malinconica".

Ovviamente il mio primo pensiero associato all'estate sarebbe quello delle vacanze, ma in questo caso il mio intento è di menzionare piccole cose relative alla quotidianità, come ad esempio:


- indossare i sandali, e più in generale non doversi avviluppare in sciarpe, cappotti, guanti e cappelli...
- stare sul balcone dopo cena e osservare il passaggio di rondini, gabbiani e libellule (sì, a Torino!)
- camminare in casa a piedi nudi
- il cielo carico di temporali in lontananza
- fumare una sigaretta sul balcone osservando il crepuscolo
- il crepuscolo, che arriva a sera inoltrata
- andare in piazza Vittorio e pensare che sembra di essere in vacanza
- i locali con i tavolini all'aperto
- i mezzi pubblici non affollati (solo ad agosto, però)

Cosa c'entra tuto ciò con la lettura? Niente, perchè leggere non ha stagioni e mi piace sempre... però dovevo trovare un aggancio con il LibraioTriste.


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Leggi anche:
L'ozio come stile di vita
Pensieri sparsi
Il Ragazzo Sbagliato
(link-fai-da-te  by Mira Queen)




19 maggio 2014

Umorismo Fotografico: Cartelli elettorali

Tra pochi giorni ci saranno le elezioni e lungi da me l'idea di parlarne seriamente, vi progongo una serie di cartelli  pescati qua e là in rete. Alcuni sono palesemente fasulli, altri temo siano tristemente veri.

Il classico dei classici che non passa mai di moda

La discesa in politica di Tony Manero


Sono indecisa tra Morris e Sheldon Cooper
Questo mi fa paura, spero sia fasullo
... anche questo, ma per altri motivi

Lo slogan è una Supercazzola?




Traduzione: "Se non mi voti ti rapisco i figli"
Sottotitolo: "Se non mi voti ti mangio il fegato"


12 marzo 2014

Stupidario da ufficio


Mi ero promessa che in questo blog non avrei trattato gli argomenti calcio, politica e lavoro, ma devo venire meno al mio proposito perché, nell’ultimo anno in particolare, nell’ufficio dove lavoro si è verificata una serie di episodi quasi surreali che più volte mi hanno fatto venire voglia di raccogliere il tutto in uno “stupidario”.
Devo però inquadrare gli episodi nel loro contesto: lavoro all'archivio di una grande azienda e il mio ufficio funge da raccordo e fornisce agli altri uffici consulenza archivistica, quindi una buona fetta di attività consiste nel rispondere alle telefonate dei colleghi in difficoltà.

La domanda ricorrente che viene posta, così nuda e cruda come ve la scrivo, è : “perché non riesco a protocollare?” e io a questo punto dovrei prendere la sfera di cristallo per indovinare quale problema archivistico, informatico o mentale stia impedendo al collega di svolgere il proprio lavoro e quindi accorrere in suo aiuto.

Ma ci sono anche personaggi più fantasiosi… ecco alcuni simpatici aneddoti. Scritto tra parentesi ciò che penso ma che non esprimo ad alta voce.

9 agosto 2013

Alta Fedeltà 2



Ci ho preso gusto a fare gli elenchi. (vedi anche Alta Fedeltà 1  )

Nel corso di un programma radiofonico si chiedeva agli ascoltatori quale fosse il concerto a cui avrebbero voluto partecipare ma non l'avevano potuto fare per motivi anagrafici, di distanza o altro.
Ci ho pensato un po' e ne sono venuti fuori questi due elenchi

I CONCERTI MEMORABILI CHE HO VISTO
  • Cure Bilbao 2012. La terza volta che li ho visti dal vivo ed è stata un'esperienza così elettrizzante che ho dedicato un post all'evento 
  • Cult Palasport Torino 1986. Ai tempi dell'album Love, al massimo del loro splendore.
  • Vasco Rossi 1983 in poche centinaia al Campo sportivo di Igea Marina, perchè son capaci tutti ad essere in 70.000 a San Siro.
  • Depeche Mode Palasport Torino 1987 con David Gahan che riempiva il palco da solo.
  • Iggy Pop & The Stooges al Parco della Pellerina a Torino nel 2004, gratis. C'è bisogno di aggiungere altro?
  • Bruce Springsteen Stadio Comunale Torino 1988  L’evento era il concerto per Amnesty International denominato  Human Rights Now, nella stessa giornata suonava anche gente come Sting e Peter Gabriel, ma il Boss era stato un gradino sopra tutti

QUELLI CHE AVREI VOLUTO VEDERE
  • Police Torino 1980. Non erano ancora i tempi in cui i genitori andavano a prendere i ragazzini in discoteca... quindi, causa età e finanze insufficienti.
  • Rolling Stones Torino 1982. Idem come sopra, ma almeno per consolazione l'Italia aveva vinto i mondiali di calcio quel giorno.
  • U2 Modena 1987. Uno dei pochi periodi lavorativi di quell'anno e non mi ero potuta assentare, così vidi a malincuore i miei amici partire.
  • Placebo Collegno (TO) 2006. Principe Consorte di Mirafiori ricoverato in ospedale.
  • Pearl Jam Torino 2006. Un ragazzo che lavorava in una radio locale avrebbe dovuto farmi trovare due ingressi omaggio alla biglietteria, peccato che non risultassero né il mio nome, né il suo… comunque qualcuno della radio li ritirò e andò a vedere il concerto alla faccia di tutti.
Aggiungo poi genericamente, poichè non ho date in particolare a cui riferirmi, che mi sarebbe piaciuto vedere gli Smiths (ma ho visto Johnny Marr nel 2003) e Siouxsie & The Banshees con Robert Smith alla chitarra.


 

1 agosto 2013

Alta Fedeltà

Nonostante abbia passato da un bel po' i 20 anni mi sembra di essere ancora come un'adolescente, solo la mia situazione sentimentale per fortuna si è stabilizzata ma per il resto continua a non importarmi della carriera e del lavoro (sebbene a lavorare ci vada) o di certi status symbol tipicamente da adulti come la casa grande, la macchina bella o le vacanze nel villaggio alla moda.
I miei interessi ruotano sempre intorno ai libri, ai viaggi non organizzati, alla birra nei pub e alla musica e mi sembra di essere un po' come il protagonista di Alta Fedeltà, il romanzo diNick Hornby, non tanto per la grande collezione discografica ma per la mania delle compilation.
Anch'io ho sempre avuto la cassetta per ogni situazione:

6 maggio 2013

25 modi per farlo urlare


Passando davanti all’edicola ho visto la locandina di una nota rivista femminile che pubblicizzava l’articolo più interessante del numero in uscita: “ 25 modi per farlo urlare”.

Immaginando che si riferisse alla vita di coppia, ho iniziato a pensare a quanti modi conosca io, sia che li abbia sperimentati personalmente, sia che mi siano stati riferiti da amiche o anche solo per sentito dire e il risultato è l’elenco che segue.

Certo, bisogna premettere che questi metodi non sono efficaci allo stesso modo su tutti gli uomini, dipende molto dalle caratteristiche e dalla personalità del maschio in questione, ma in linea di massima il risultato si ottiene; quindi non mi dilungo in spiegazioni e passo ad elencare, in ordine del tutto casuale:

1 gennaio 2012

Toponomastica Torinese


Una delle prime cose che ci insegnano alle elementari è che Torino ha una disposizione urbanistica a scacchiera, con lunghe strade dritte e incroci perpendicolari (“abbiamo strade dritte che ci portano ai confini” cantano gli Statuto nota band cittadina) e quindi è abbastanza facile orientarsi anche se non si conosce bene la città.
Le complicazioni iniziano quando si parla di toponomastica perché molte strade sono intitolate a membri della famiglia reale sabauda che aveva poca fantasia nei nomi e ci troviamo così con tutta una serie di vie dedicate a Re, Regine, Duchi, Conti Vittorio, Amedeo, Emanuele, Filiberto, Carlo.
Oltre alla complicazione per così dire “istituzionale” andiamo ad aggiungere il poco noto aspetto burlone e fantasioso dei torinesi per cui spesso preferiamo dare nomi d’invenzione e vezzeggiativi alle principali vie e piazze, ma in realtà per noi che viviamo a Torino non è affatto complicato districarci tra soprannomi che conosciamo meglio di quelli veri riportati sullo stradario.

Toponomastica confidenziale:
- La più bella piazza di Torino era un tempo intitolata a Vittorio Emanuele I e venne in seguito dedicata alla battaglia di Vittorio Veneto. I torinesi da sempre la chiamano confidenzialmente Piazza Vittorio, tanto non c’è rischio di confondersi con l’altrettanto confidenziale Corso Vittorio (Emanuele II); un Vittorio è piazza e l’altro corso… non si incrociano nemmeno. E poi in Corso Vittorio, all’incrocio con corso Galileo Ferraris, c’è Il Monumento, chiamato così come se fosse l’unico in città, quindi è evidente che non ci si possa proprio confondere.
- Piazza Carlo Emanuele II. Tutti la conoscono come Piazza Carlina e il soprannome pare sia riferito ad un vizietto dell’omonimo.
- Piazza Carlo Alberto è nota come La Piazzetta; Corso Massimo D’Azeglio è Corso Massimo e Corso Regina Margherita è semplicemente Corso Regina mentre l’ospedale infantile è il Regina Margherita per esteso… chissà, forse cura di più.

Ma possiamo essere ancora più creativi! Se i corsi e le piazze citati prima si possono trovare (magari con un po’ di fatica) sullo stradario adesso cimentatevi con queste stravaganze.
Cercate per esempio uno dei più famosi mercati d’Europa? Quello frequentato ogni giorno da centinaia di persone e pullmann di turisti francesi? Insomma, cercate Porta Palazzo? Allora chiedete a qualcuno, magari in piemontese chiedete di Porta Pila, ma sappiate che il vero nome è Piazza della Repubblica.
Visto che siamo in zona andiamo anche al mercatino delle pulci e antiquariato che si svolge ogni sabato al Balön. Non lo trovate? Ma è proprio dietro Porta Palazzo, insomma in Piazza Borgo Dora.
Vogliamo andare a un altro bel mercato con le bancarelle che vendono capi firmati? Piazza Benefica ovvio. Non si trova sul TuttoCittà? Ovvio. Non è una piazza ma è l’incrocio tra via Principi d’Acaja e via Duchessa Jolanda (sempre ‘sti Savoia!); l’area in cui viene allestito il mercato porta il nome di Giardini Martini da non confondere con l’ospedale Martini e la Martini&Rossi di Pessione.

Esaurita la sezione mercati andiamo ora a vedere un luogo dal nome veramente inquietante: il Rondò della Forca, più che una piazza vera e propria, è una rotonda dove convergono i corsi Regina (Margherita), Principe Eugenio, Valdocco e via Cigna ed è stato veramente il luogo preposto alle pubbliche impiccagioni sino al 1863. Non ha una denominazione ufficiale sullo stradario ma questo nome è talmente noto che persino il tram 10 che vi fa capolinea riporta l’indicazione Rondò Forca sulla fermata.
Chiudiamo con l’ultima stranezza che si trova quasi fuori città, alla confluenza tra Po e Stura. La strada che costeggia il fiume in quel tratto si chiama Lungo Stura Lazio e compie una curva rotonda che sembra quasi uno svincolo autostradale ed è comunemente nota come Curva delle 100 Lire. Interessante segnalare che con l’avvento dell’Euro non sono stati apportati ritocchi ed aumenti alla suddetta denominazione… ci sarebbe stato da ridere!!


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