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20 gennaio 2019

Blue Monday, Happy Tuesday



Ormai abbiamo acquisito quasi tutte le usanze che arrivano dal mondo anglosassone, soprattutto quelle dal risvolto commerciale: halloween, il black friday, il cyber monday, le partite del campionato nel boxing day, il these dicks day... e così via.

Da qualche tempo si menziona a gennaio il blue monday che sarebbe il giorno più triste dell'anno determinato secondo un'equazione matematica (qui se vi interessa). Mah, io devo dire che non lo trovo così triste; intanto ci siamo tolti di mezzo il natale, poi a gennaio fa freddo, è vero, ma le giornate si allungano e si inizia a vedere la luce in fondo al tunnel dell'inverno. Soprattutto a gennaio c'è il mio compleanno e anche se gli anni passano basta non contarli, una torta e il brindisi fanno il resto!

In ogni caso per me Blue Monday è sempre un brano dei New Order.  

 




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Leggi anche:
(link-fai-da-te by Mira Queen)
 



22 luglio 2017

L’età, l’omosessualità e altri gravi problemi


Chissà perché nei monologhi i comici tendono a porre l’accento sulla loro età. Ci avete mai fatto caso?
- Ho 38 anni e sono grassa.  - Ho 55 anni e sono divorziato. -  Ho 40 anni e sono vergine (ah no, questo era il titolo di un film e comunque non c’è proprio niente da ridere).

Forse è questo il motivo per cui non sono mai salita su un palco a fare cabaret. Non è conveniente fare riferimento agli anni di una Regina e soprattutto non vedo perché dovrei dire pubblicamente l’età in situazioni cui non sia strettamente necessario, come ad esempio nel corso di una visita medica, un documento all’anagrafe e poche altre occasioni. Però non mento spudoratamente, diciamo che mi tengo sul vago: ho passato i trenta. Non è mica una bugia, sono solo poco precisa, e allora? non è che tutti siamo matematici. Sto dicendo che, almeno anagraficamente, sono adulta e ciò dovrebbe essere sufficiente; ma se qualcuno vuole proprio una risposta precisa, allora è costui ad essere pignolo e anche impiccione.


A conferma della mia teoria cito alcuni aforismi di Oscar Wilde: 

Una donna non dovrebbe mai essere troppo precisa riguardo alla sua età, le dà un’aria così calcolatrice.


♠  Trentacinque anni è un’età molto attraente, la società londinese è piena di donne del più altro rango che, per loro libera scelta, sono rimaste all’età di trentacinque anni.



♠  Non bisognerebbe mai fidarsi di una donna che dice apertamente la sua età. Se è disposta a questo, è pronta a dire qualsiasi altra cosa.

Oscar Wilde, lui sì che conosceva bene le donne, non a caso era omosessuale. Perché - fatemi confessare una cosa più scabrosa dell’età – noi donne siamo tremende, e conoscendoci bisognerebbe girare alla larga, cosa che appunto fanno gli omosessuali maschi, mentre gli uomini etero prima ci cercano e poi si lamentano. E non parliamo neanche della presunta solidarietà femminile, perché nei confronti delle nostre simili siamo persino peggiori, infatti, proprio per questo motivo, non capisco le lesbiche. Come donna, conoscendo le mie simili, fatico a capire come si possa provare interesse nei nostri confronti. (a parte me, che sono adorabile)



Adesso non dite che faccio discriminazioni di genere, se fossi precisa caso mai sarei misantropa; non sono omofoba, ma mi dispiace quando ad essere gay non sono solo gli uomini brutti…


Un simpatico video "gay friendly".


28 novembre 2016

Libro:Via Da Gormenghast di Mervyn Peake


VIA DA GORMENGHAST di Mervyn Peake (traduzione Roberto Serrai)  

Con questo libro si chiude una trilogia che mi ha catturata e affascinata, e continuo a ritenere il volume iniziale, Tito di Gormenghast, uno dei libri più belli che abbia mai letto. (ne avevo parlato qui )
Nel finale del secondo romanzo - intitolato semplicemente Gormenghast – Tito rimasto solo e senza affetti dopo aver lottato per difendere il proprio regno dal male e dall’usurpatore, partiva per cercare la propria strada lontano dall’opprimente Gormenghast. Sembrava quasi che la saga fosse conclusa, invece quest’ultimo sorprendente capitolo racconta le avventure vissute dal giovane protagonista lontano da casa.



Lo stile di questo terzo libro è molto differente da quello dei precedenti: fu scritto da Peake durante la malattia e pubblicato postumo senza una sua definitiva elaborazione; ne pagano alcuni personaggi che a tratti risultano poco definiti o certe situazioni un po’ vaghe, ma nel complesso merita comunque.



IL SENSO


Tito ha lasciato Gormenghast perché soffocato dall’immobile rituale e dalla tradizione, perché voleva sfuggire a un destino già scritto ed essere l’autore delle proprie scelte; tuttavia lontano da casa si ritrova a vivere sempre come un fuggiasco ed essere ritenuto uno straniero indesiderato. 
L’ambientazione non è pervasa di paesaggi onirici come nel primo libro, qui siamo di fronte alla rappresentazione di tutte le paure e di tutti i fantasmi del protagonista che nel suo percorso incontra disperazione, odio, paura, cattiveria, persone che sono solo solitudini che si sfiorano.
Inoltre, se i primi due romanzi sono ambientati in un non-tempo e non-luogo, qui invece è evidente che siamo nel ‘900, in quella modernità tecnologica e disumana che rende Gormenghast ancora più distante e immobile, così cristallizzata nel suo rituale. E’ per questo motivo che Tito è smarrito, confuso e ostile, incapace di fidarsi; quando è attanagliato dal dubbio, per non impazzire ha bisogno di stringere la scheggia di selce che gli ricorda in modo tangibile che la sua casa esiste. Più la strada è persa, più Tito desidera ritrovarla e nella ricerca di sé scopre di essere indissolubilmente legato alle proprie radici. E’ un duro percorso di maturazione per diventare uomo: abbandonare l’opprimente terra natia per sentirne poi la mancanza, dubitare di avere avuto un passato per scoprire che quel passato è invece sempre dentro di lui a dargli forza.
Ed è perché la sua casa esiste davvero che, nel finale, non ha bisogno di superare la montagna per vederla con gli occhi: l’ha ritrovata nel cuore.


Mira Queen

Mira Queen



28 settembre 2016

Il rito della domenica


Febbre a 90' è un romanzo di Nick Hornby che dovrebbero leggere tutti i tifosi di una squadra di calcio e anche i loro familiari, i quali potrebbero così avvicinarsi e comprendere quell'universo misterioso in cui sembrano gravitare i loro cari.

In questo libro, uscito nel 1992, l'autore descrive il proprio rapporto un po' romantico con la squadra del cuore ed un campionato di calcio non ancora ridotto a prodotto commerciale di consumo, come è ormai ai giorni nostri.

Lo spunto per le mie riflessioni parte da questo brano:

25 novembre 2015

Lesa Maestà


I gabbiani cittadini, si sa, sono invadenti e sfrontati, non guardano in faccia nessuno e ciò appare chiaro in questa foto in cui il pennuto se ne sta beatamente appollaiato sul nobile cranio della Regina Vittoria. Ma in fondo è giusto così, sono animali e non hanno consapevolezza del fatto che un blocco di pietra abbia un significato per gli umani.

2 settembre 2015

This Is England

this is England
Come sapete mi annoiano i racconti di viaggio prolissi e zeppi di dettagli inutili, quindi a seguito di una breve vacanza in Inghilterra ecco un sintetico ma essenziale resoconto di viaggio e reportage fotografico.


14 giugno 2014

Figli della New Wave

Nel finale del film This Is England, ambientato nell'Inghilterra degli anni '80, c'è una versione di Please, Please, Please Let Me Get What I Want eseguita dai Clayhill  così struggente che mi sono ritrovata a cantare ad alta voce da sola davanti alla tv.
Non si discute che un certo tipo di musica mi abbia segnata, vuoi perchè l'epoca della new wave coincise con la mia gioventù e sia perchè i temi trattati erano molto vicini al mio modo di “sentire”. Si cresce, forse si matura, ma quel tipo di sensibilità rimane ed essere malinconici per me significa un modo diverso di essere e di vedere le cose. Non mi piacciono e non mi fido delle persone che non ridono mai - una risata mette a nudo l'anima e può scuotere il mondo – ma la malinconia è l'altra faccia della medaglia, un sentimento necessario che porta all'osservazione interiore.
Morrissey, Robert Smith e Martin Gore: un bel trio che definirei i 'Paladini della Mia Malinconia' - persone con cui volentieri scambierei riflessioni sul senso della vita - con la loro musica e poesia hanno spesso toccato il mio animo e sono stati sicuramente i paladini anche di una generazione di musicisti più giovani quali Placebo, Radiohead, Editors, giusto per citarne alcuni. Quando ascolto questi gruppi non posso fare a meno di pensarci e scoprire  i segni che artisti così influenti hanno lasciato.

Frasi estratte qua e là
 
Sometimes I question everything/and I'm the first to admit/if you catch me in a mood like this/ I can be tiring/even embarassing (Sometimes - Depeche Mode)


Every day I pray /I'm the first to go. /Without you I would be lost. /I promised myself /I wouldn't talk about death./I know I'm getting boring. /I'm a man holding the weight of your love,/But without it my strength just isn't enough. 
(The Weight - Editors)


But the world is neither just nor unjust/It's just us trying to feel that there's some sense in it 
(Where The Birds Always Sing - The Cure)
 

And every time you vent your spleen/I seem to lose the power of speech/You're slippin' slowly from my reach/You grow me like an evergreen/You never see the lonely me at all 
(Without You I'm Nothing - Placebo)


And when I'm lying in my bed/I think about life/and I think about death/and neither one particularly appeals to me
 (Nowhere Fast - The Smiths)

I don't want to start/any blasphemous rumors/but i think that God/has got a sick sense of humor/and when I die/I expect to find him laughing 
 (Blasphemous Rumors - Depeche Mode)  


After years of waiting/After years of waiting nothing came/And you realize you're looking,/Looking in the wrong place 
(Packt Like Sardines in a Crushed Tin Box - Radiohead)

It's always the same/I'm running towards nothing/again and again and again (A Forest - The Cure)  

I'm a weirdo/what the hell I'm doing here/I don't belong here 
(Creep - Radiohead)

I know that I'm/the most inept that ever stepped 
(These Things take Time - The Smiths)
 
Quante volte mi sono sentita così, soprattuto come nelle ultime due strofe, ma non significa esser sempre depressi bensì avere la percezione di essere diversi, sapere di non fare parte della massa. Preferisco quello stato d'animo all'identificarmi con we are living in a material world/ and I'm a material girl di Madonna.






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Leggi anche:

Macerie (Joy Division)
Notturno Musicale 
Una banda di idioti
 
(link-fai-da-te  by Mira Queen)




10 gennaio 2014

This Charming Man


Ho riletto il romanzo “Il Ragazzo Sbagliato” di Will Russell.  

Protagonista è Raymond Marks, un ragazzino inglese che, vittima del pregiudizio e della superficialità degli adulti, a causa di malintesi e incomprensioni finisce preda di un vortice di solitudine ed emarginazione, in caduta libera verso un futuro di pazzia ed ospedale psichiatrico; il riscatto e la salvezza, insieme alla presa di coscienza di sé, avvengono grazie alla musica e alla passione per gli Smiths e Morrissey in particolare.

Il resoconto dei fatti avvenuti nel passato si alterna agli stati d’animo del presente e le riflessioni sull'amore per il suo idolo portano Raymond a ritrovare sé stesso; la particolarità del romanzo è che le vicende vengono raccontate dal protagonista in una serie di lettere (scritte sul quaderno e forse mai spedite) rivolte direttamente a Morrissey: una corrispondenza del genere non si potrebbe rivolgere a nessun altro, questo è il vero colpo di genio del libro!

Mi ha colpito molto la frase con cui Raymond, in un gioioso momento di confidenza e condivisione con la madre, descrive il suo idolo: “...lui è così, è un poeta, quindi è capace di esprimere i pensieri della gente...”. Mi piace questa frase, riassume così bene il senso di tutto. Anch'io trovo che le parole di Morrissey arrivino dritte al cuore per dire qualcosa che sai essere presente dentro di te, che provi anche tu e che forse non riesci ad esprimere. Quando ascolti certe canzoni, senti di non essere solo e capisci che il tuo essere diverso – nel senso di non ordinario – è qualcosa di bello, di cui andare fieri, un valore aggiunto in un mare di mediocrità.

In campo musicale ognuno ha i propri beniamini, ma è innegabile che siano rari i personaggi oggetto di culto nel modo in cui lo è Morrissey, tanto che ancora oggi c'è chi ama gli Smiths e rende loro omaggio, ad esempio This Charming Charlie (Brown, altro personaggio dolcemente malinconico): un sito dove le vignette dei Peanuts “parlano” con le frasi estratte dai testi delle canzoni degli Smiths: un delicato e delizioso omaggio ad entrambi.


E così, partendo dal romanzo, di divagazione in divagazione, guarda dove sono andata a finire. 


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Leggi anche:
Figli della New Wave
Tito di Gormenghast
Bollettino dei naviganti
(link-fai-da-te by Mira Queen)