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19 maggio 2021

Cessologia fuori porta

Vi tranquillizzo subito! Non state per leggere un imbarazzante resoconto di evacuazioni en plein air. Si tratta solo di una piccola, estemporanea, variante alla ben nota rubrica  dedicata ai bagni dei locali di Torino e dintorni.

Dopo i mesi trascorsi tra quarantene, zone arancio e rosse, maltempo, blocchi della circolazione e quant’altro, ho approfittato della “riapertura” per fare una piccola vacanza in Toscana (che è un po’ più in là del fuori porta, ma non puntualizziamo). Visitando un grazioso borgo medievale mi sono fermata a mangiare in un bar ristorante in una tranquilla piazzetta e tutto il contesto circostante non faceva presagire ciò che avrei trovato all’interno.

Il moderno locale sembrava più un cocktail bar “da sera” che un ristorantino, ma niente di eccessivo. Il bagno invece!! Tutto ricoperto di mosaico dorato e glitterato a cui mancava solo la sfera rotante da discoteca. Ma forse sarebbe bastato solo accendere la luce per ottenere quell’effetto disco glam. 

 

 



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Leggi anche:

. Sconsigli di viaggio n. 1

. Il punto S

. Educare i bambini

(link-fai-da-te by Mira Queen)

 

 


6 febbraio 2017

Rubrica: Ho fatto la pipì - 14^ puntata



RISTORANTE CAMPIDOGLIO via Rocciamelone. Bello e funzionale il moderno lavandino di vetro; gradevole la combinazione dei colori: verde, bianco e grigio chiaro; peccato che lo spazio a disposizione non sia stato sfruttato nel modo ottimale.

RISTORANTE ZAMY via Carlo Alberto. Angusto bagno nel seminterrato, eppure lo spazio per fare qualcosa di meglio ci sarebbe.

BAR PROSIT piazza IV Marzo. Appena entrata nel bar ho assistito al surreale litigio tra un cliente - turista italiano che inveiva per la mancanza di servizi igienici - e il barista che rispondeva, anche lui urlando, che il bagno c’era eccome e bastava fare la coda!
Giunto il mio turno credo di aver capito il motivo del contendere: evidentemente il forestiero non era al corrente che molti vecchi bar del centro hanno il bagno nel cortile, e posso capire la sua frustrazione nel sentirsi dire che per andarci si deve uscire dal locale stesso. Comunque pur sapendo cosa avrei potuto trovare, quel bagno era persino peggiore delle mie aspettative: un cesso alla turca ricavato in un basso sgabuzzino nel sottoscala dell’androne condominiale. E soprattutto, se il pesante portone fosse stato chiuso, avrei dovuto citofonare ai vicini di casa per farmi aprire?

PIZZERIA DA GINO via Monginevro. Un locale storico con classicissimo ma decoroso bagno nel cortile: a differenza del bar precedente, l’accesso al cortile è dalla sala della pizzeria stessa e non c’è rischio di perdersi.

ALMA LATINA a San Salvario. Un altro bagno della serie inrosso. Pareti, porte, mobili, soffitto, tutto è verniciato di quel colore. Perché?!?

DISCOTECA ROCK MOVEMENT, o se preferite Cinema Teatro Lutrario in via Stradella. Discoteca che prima d’ora non avevo mai frequentato e che ha cambiato vari generi musicali, gestori e presumo arredamenti. Tutto l’ambiente del bagno è abbastanza impersonale, stile autogrill o aeroporto, ma ha il pregio di avere le porte che si chiudono (e non è cosa da poco!) e un’intera parete a specchio sino al soffitto. Da narcisista.

POLSKI KOT via Massena. Circolo dall’ambiente familiare e bagno quasi altrettanto “casalingo”: sembra un po’ un ripostiglio di oggetti vari; qualche mobile cerca di fare bella figura, le piastrelle ricordano gli anni 70 e l’asciugamani di spugna non è troppo invitante.

HIROSHIMA MON AMOUR via Bossoli. Un locale molto famoso, che ha sede in un edificio che tanti anni fa era una scuola. Anche se adesso hanno dipinto i muri con colori fluo, non ingannano nessuno: sono sempre i cessi di una scuola!

E se leggete questa Rubrica per la  prima volta, qua trovate tutte le puntate arretrate.

26 gennaio 2016

Anna Karenina e altre amenità


I lettori più attenti avranno sicuramente notato che negli ultimi tempi sono state più frequenti le recensioni di libri rispetto a quelle dei bagni nei locali, in effetti sono uscita poco e ho trascorso più serate leggendo.
Potrei raggruppare le categorie e ottimizzare le recensioni leggendo in bagno - cosa che faccio abitualmente a casa - ma fuori non mi riesce particolarmente comodo, quindi per il momento lasciamo perdere e parliamo solo di libri (non necessariamente letti in bagno).



Traduzione di Leone Ginzburg
Tutta questa premessa per dire che ho finalmente letto Anna Karenina!

Inizialmente le 800 pagine mi incutevano un po’ di timore e probabilmente non mi sarei avventurata nella lettura del libro cartaceo, invece grazie all’e-reader è filata liscia, gradevole, senza danni per i polsi e senza rischio di farmi cadere il volume sul naso leggendo a letto.


25 novembre 2015

Lesa Maestà


I gabbiani cittadini, si sa, sono invadenti e sfrontati, non guardano in faccia nessuno e ciò appare chiaro in questa foto in cui il pennuto se ne sta beatamente appollaiato sul nobile cranio della Regina Vittoria. Ma in fondo è giusto così, sono animali e non hanno consapevolezza del fatto che un blocco di pietra abbia un significato per gli umani.

14 maggio 2015

Rubrica: Ho fatto la pipì 11^ puntata (edizione speciale)



Questa è una puntata diversa dal solito, perché oltre alle segnalazioni dei locali torinesi faccio anche una panoramica un po’ folkloristica su alcune abitudini… ma andiamo per ordine, prima la rubrica.




Dim Sum in corso Bolzano. Ristorante cinese regno del kitsch dal bagno emblematico: le pareti sono piastrellate con un colore “simil dorato tendente alla ruggine”, mentre le porte e il lavandino rosso laccato danno una nota di colore... eccessivo. Bleah!

 Shaka Brah a San Salvario. Ampio, moderno e minimalista… insomma, bello senz’anima.
Discoteca Audiodrome – Moncalieri. Piccolo, sporco e trasandato; il soffitto molto alto non giustifica la quantità di ragnatele sulle pareti… e non era nemmeno halloween!
Nuovo Mc Ryan’s a Moncalieri. Bagni separati per uomini e donne, ambiente luminoso e pulito con piastrelle dai colori pastello, sanitari intatti e specchio sopra il lavabo. Cosa c’è di strano? Se lo chiedete è perché non avete mai frequentato il Vecchio Mc Ryan’s.  


Ecco l’inserto fotografico in omaggio, come si addice alle riviste più serie.










Questo cartello deve far riflettere su quello che ad Amsterdam è evidentemente un problema sociale, come ci fa notare anche il monumento che segue

Homo Sapiens Non Urinat In Ventum... non c'è bisogno di aver fatto il liceo classico per capire
















A Torino invece abbiamo addirittura apposite aree per cani che sono però relativamente recenti ed evidentemente l’utilizzo non è ancora stato recepito molto bene a giudicare da questo accorato appello stampato sul marciapiede...


... una volta invece si faceva tutto insieme allegramente al parco, come testimonia questo monumento cittadino.

Nonno che gioca il nipote e piscia il cane

 



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Leggi anche:
Appello per salvare il pianeta
Ubriacature
Le origini della rubrica
(link-fai-da-te by Mira Queen)

1 febbraio 2015

Rubrica: Ho fatto la pipì 10^ puntata

Il fatto che sia trascorso un po' di tempo dall'ultimo aggiornamento di questa rubrica può significare che la mia vita mondana e sociale non sia stata molto intensa, oppure che abbia frequentato sempre i soliti locali.
Entrambe le affermazioni sono vere, anche se un po' di novità ci sono.

Trattoria La Cena Coi Fiocchi in via Spano. Fiori freschi e pot pourri profumati sulle mensole; tavolino sedia e accessori in ferro battuto coordinati  e, come se tutto ciò non bastasse, in un angolo, una statua a grandezza naturale della Venere di Milo avvolta in un velo blu. Delizioso!
Pizzeria Queendici in piazza Peyron. Colori allegri e arredi identici a quelli dell'intero locale. Coerente.
Pippo Paranza in via Bellezia. Come capita in molti locali del centro il bagno è nell'androne: piccolo ma pulito, sorprendentemente c'è il wc e non la turca, le pareti sono dipinte di bianco e blu come le salette all'interno.

l'uovo o la gallina?
Lanificio San Salvatore a San Salvario. Pavimento e pareti interamente rivestiti di linoleum nero, alleggerito da uno specchio a figura intera e questa scritta sibillina... riflettete.


Queen Victoria Pub in via Casana. Potrei anche sorvolare sul fatto che sia angusto e spoglio, che i colori siano mal abbinati e che sia sporco... ma  che minchia ci significa un asciugamani ad aria posizionato sopra la testa?!?
Trattoria Primavera in via Perugia. Di buono c'è che non bisogna uscire nel cortile, per il resto è la solita turca arredata di tristezza.
questo è Rousseau, non il bagno
Due locali adiacenti in via Giulia di Barolo: In Vino Veritas il classico cesso alla turca nel cortile; Barricata bagno interno dalle pareti con decorazioni forestali più che floreali... ricorda tanto i dipinti naïf di Henry Rousseau.







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Leggi anche:
Pipì 2^ puntata
Comicità involontaria
Crisi di identità
(link-fai-da-te by Mira Queen)



26 febbraio 2013

Umorismo aziendale


In tutti i luoghi di lavoro con un elevato numero di dipendenti ci si trova ad avere a che fare con varie tipologie di umanità, e il posto dove lavoro io non fa eccezione, anzi ci sarebbero così tanti aneddoti da raccontare che non basterebbe un'enciclopedia.
In questo momento mi interessa raccontare alcuni episodi che riguardano coloro che vivono la giornata lavorativa con allegria e sono sempre pronti allo scherzo e alla burla, contrapposti a quelli che invece si prendono troppo sul serio e non hanno un minimo di senso dell'umorismo.

Il primo episodio si svolge – manco a dire -in uno dei bagni delle donne in cui c'è un piccolo buco nel muro, anzi nelle piastrelle, come se fosse stato tolto un tassello... insomma è evidente che si tratti un buco poco profondo che non attraversa il muro da parte a parte.
Una collega burlona ha appeso un cartello per invitare le frequentatrici del bagno a prestare maggiore attenzione alla pulizia, giocando sul fatto che quel piccolo buco nelle piastrelle fosse l'obiettivo di una macchina fotografica pronto a immortalare chi sporca, una specie di autovelox da interno…


Bene, c'è chi ha davvero creduto che ci fosse una macchina fotografica o forse un guardone nascosto e ha tappato il buco con della carta... e questo è successo più volte!!






Episodio 2. L'autunno scorso è stato lanciato un giornalino aziendale on-line e per creare una certa aspettativa e curiosità tra i dipendenti, i realizzatori della pubblicazione hanno iniziato ad appiccicare sulle porte, nei corridoi e negli ascensori una serie di bigliettini con il logo del giornalino (il cui nome era sconosciuto a tutti) e la scritta “sta arrivando”.
Io ho pensato ai biglietti dal messaggio biblico che si trovano in giro per la città (ve ne ho parlato qui) e ho iniziato a mia volta ad attaccare post-it con la scritta “Gesù sta arrivando” e “The Lord is coming”, oppure aggiungere a penna sugli stessi “2012 la fine”.
Non facevo in tempo ad attaccare biglietti – cercando di non farmi vedere – che qualcuno evidentemente privo di senso dell'umorismo, li staccava... e la collega della redazione del giornale che inseguiva i miei biglietti per fotografarli. Alla fine è riuscita a catturare due esemplari che sono poi stati pubblicati, con mia grande soddisfazione, sulla copertina del secondo numero. Non allego la foto perchè non voglio rivelare dove lavoro: già non è bello che una Regina vada a lavorare, lasciatemi almeno mantenere un po' di privacy.

Il terzo episodio riguarda un'uscita di emergenza di cui io vi mostro solo la foto perchè il dettagliato resoconto è stato fornito a suo tempo da Audrey... che lavora con me. Andatelo a leggere, ne vale la pena!