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27 maggio 2015

Sfide di lettura


Ho deciso di giocare al Reading Challenge2015 ( che ho scoperto QUI ) ma a modo mio e una premessa si rende quindi necessaria.


I punti 13 (libro ambientato in una nazione diversa dalla propria) e 44 (scritto in un'altra lingua) li do per assolti ancora prima di iniziare in quanto la maggior parte dei libri in circolazione sono tradotti, così come è evaso il punto 40, un fumetto: ça va sans dire!

Che devo dire invece del punto 42 (libro che possiedi ma non hai mai letto) Ovvio leggere un libro che non si è ancora letto, o vogliamo continuare a rileggere lo stesso per tutta la vita? Idem dicasi per il punto 16.(di un autore che ami ma non hai ancora letto)


21 novembre 2014

Crisi di identità


C'è stato un momento nella mia vita in cui ho creduto di essere un uomo. Ma è meglio se vi spiego.

Nel corso di uno spettacolo, la simpatica Geppi Cucciari salutò con gioia e sollievo la fine della trasmissione Tutto il calcio minuto per minuto, additandola come tortura settimanale cui le donne sono state sottoposte per anni dagli uomini di famiglia.
Mentre lei proseguiva l'invettiva contro gli sport alla TV – il calcio in particolare – continuando a reputarli nemici giurati del pubblico femminile, pensavo che invece io seguo volentieri i programmi sportivi, e un po' mi dispiaceva che Tutto il calcio finisse a causa del fatto che non si giocano più le partite in contemporanea alla domenica pomeriggio, come quando da ragazzina ascoltavo la radio con mio padre.
Le mie divagazioni infantili venivano interrotte da musichette che riportavano la mia attenzione allo spettacolo. Stavano andando in onda le sigle di 90° minuto e Tutto il calcio e l'attrice sosteneva che il solo udire questi suoni avrebbe evocato sentimenti di terrore, ansia e disperazione in tutte le donne presenti; a me veniva da ridere perchè mi sembravano reazioni esagerate per delle trasmissioni che in fondo mi piacevano.
Poi la cosa si fece drammatica. Per dimostrare lo sgomento che una donna può provare nel sentire una musica che le richiama alla mente qualcosa di estremamente spiacevole da cui fuggire, fece ascoltare un brano che avrebbe dovuto sortire lo stesso effetto nei maschi: la marcia nunziale!
Fu in quel momento che sospettai di essere un uomo!

Ma tanto per peggiorare la situazione, ultimamente ho fatto una scoperta che mi ha disorientata ancora di più.
Avete presente quei siti internet dove per registrarsi o pubblicare un commento appare una stringa di verifica? I famigerati codici captcha accompagnati dalla non meno irritante didascalia “dimostra di non essere un computer”. Forse sono diventata astigmatica, comunque faccio una fatica terribile a leggere correttamente quelle letterine distorte che danzano esili tra asimmetrici ghirigori. Non li sopporto i codici captcha, non li capisco, non riesco a distinguere i caratteri e mi fanno incazzare; se posso li evito volentieri, ma a volte è necessario affrontarli per iscriversi a qualcosa di importante e quindi bisogna armarsi di pazienza (che non sempre basta). Una volta, su un sito particolarmente ostile ho dovuto rigenerare il codice ben cinque (dicesi 5 !) volte prima di riuscire a decifrarlo e potete ben immaginare tutta la mia frustrazione.
... così ho scoperto di essere un computer. Anzi, mi sa che sono Marvin, l'Androide Paranoico di Douglas Adams, visto che mi lamento sempre.
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(link-fai-da-te by Mira Queen)