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23 marzo 2021

VIAGGIO NEL TEMPO E NELLA NOTTE - NIGHTCLUBBING A TORINO IERI E OGGI

Tra un lockdown e una zona rossa o arancio i bar e ristoranti aprono e chiudono a singhiozzo. I locali notturni come pub, club e discoteche – se si esclude la breve riapertura della scorsa estate – stanno chiusi e basta ormai da un anno. Idem dicasi per i luoghi di cultura e particolarmente grave mi sembra la situazione dei piccoli cinema e teatri che non propongono attori di peso o film da incasso sicuro. Quando tutto questo finirà (quando?) chissà quanti avranno la forza e le risorse per riprendere. Ho il timore che la città ripiombi in quell’atmosfera grigia e sonnolenta che si viveva negli anni 70/80.

Questi pensieri mi hanno riprendere un pezzo che avevo scritto tempo addietro - più che altro per fare una specie di viaggio nella mia memoria tra i locali e le serate che amavo -e mi è venuta voglia di condividerlo, sperando di tornare presto alla normalità, alla vita di sempre sotto tutti gli aspetti, anche questi più frivoli.


11 dicembre 2018

Rubrica: Ho fatto la pipì 16^ puntata

Ecco l'atteso appuntamento con la rubrica di cessologia applicata. Chi legge per la prima volta sappia che questo è un servizio di publica utilità in cui troverà le recensioni dei bagni dei locali torinesi da me frequentati. Qui le puntate arretrate.



Arancia di Mezzanotte al Quadrilatero: va bene,erano anni che non ci andavo, (qui la vecchia recensione) ma cosa gli è successo? E’ di una sciatteria desolante e non c’è neanche più la porta scorrevole!

E a proposito di locali che non bazzicavo da un po’, ho ripreso a frequentare le serate musicali del Magazzino di Gilgamesh - locale in piazza Moncenisio noto per i concerti - e vista la favolosa ristrutturazione che ha trasformato il tugurio dei tempi andati in un moderno e confortevole bagno, riprenderò sicuramente anche a frequentarne i servizi.

Birrificio Edit in via Cigna. Bagno in stile post industriale con un lamierone a fare da lavandino, il tutto dipinto in rossonero (accostamento cromatico perfetto per il cesso, in effetti). Durante la mia “visita” - come se non fossi già stata infastidita abbastanza dalla vista di quei colori – mi sono trovata a disagio a causa della mancanza di serratura che mi ha costretto dalla posizione “seduta-senza-toccare” a tendere un braccio per tenere la porta chiusa. Bene, anzi male, perché in quella posizione di precario equilibrio ed estrema scomodità si è pure spenta la luce lasciandomi a mezz’aria ad agitare il braccio libero per cercare di riattivare la fotocellula sforzandomi di non strofinare i pantaloni sul pavimento. Inutile dire che la luce si è riaccesa solo quando ho finito e mi sono rialzata. Mavaffff….  (vedi cessi da stadio)

Luna’s Torta a San Salvario è un caffè letterario o, se preferite, una libreria con caffetteria. Fatto sta che i vari cartelli per indicare luce del bagno, attenzione al gradino e lavandino fuori servizio non riportano banali indicazioni ma delle brevi prose. Da proporre per un gemellaggio con quello che avevo segnalato a Minorca, poeta involontario.

Centro Studi Sereno Regis in via Garibaldi: il bagno attiguo alla sala conferenze presenta una simpatica fontanella incastonata nel muro, uguale a quelle che una volta si trovavano nei cortili. Anzi, visto che la sala è all’interno del cortile, sicuramente la fontanella è stata inglobata nel bagno con i lavori di ristrutturazione: il risultato è gradevole.

Discoteca Vaniglia in via Sabaudia: uno di quei casi in cui il bagno dimostra più senso estetico del locale stesso. [Questo vuol dire che il bagno è bellissimo o che il locale fa cagare?]

Pizzeria Fonderie Ozanam in via Foligno: in un ambiente moderno sono ben inseriti a contrasto accessori in stile vintage come specchi antichi con cornice e foto d’epoca. La vera chicca sta però nell’antibagno: lì c’è una vecchia bilancia pesapersone tipo quelle da farmacia di una volta, roba da sensi di colpa del dopo cena!  





5 gennaio 2018

Rubrica: Ho fatto la pipì - 15^ puntata


Il bagno del Ristorante Pizzeria Peperosso al Borgo Campidoglio non si distingue per le scelte estetiche ma non è nemmeno un tugurio, probabilmente sarebbe scivolato nell’indifferenza senza meritarsi una recensione; in realtà mi ha fornito lo spunto per delle riflessioni generali che adesso vado a illustrare.
Molto spesso nei locali pubblici i servizi destinati ai disabili sono in comune con quelli delle donne, tanto che per alcuni poveri di spirito sarebbe fin troppo facile saltare alla conclusione che le due categorie coincidano.
Le aree fornite del cosiddetto fasciatoio, cioè adibite al cambio di pannolino per i bebè, non sono molto diffuse in Italia ma, se presenti, si trovano sempre nel bagno delle donne, come se questa incombenza fosse esclusiva prerogativa femminile.
Forse dei sociologi potrebbero aiutarci a capire come mai sia così difficile pensare di dotare i bagni di ambo i sessi sia di sanitari idonei alle persone con difficoltà motorie, sia di attrezzature per la cura e la pulizia dei bambini più piccoli. Io una spiegazione non la so dare, posso solo fare un’osservazione di ordine pratico.
Noi donne siamo naturalmente un po’ più lente degli uomini nell’espletamento delle funzioni fisiologiche così come nello spogliarci e rivestirci, e non possiamo oltrepassare lo specchio senza dare una sistemata a capelli, abiti, trucco, viso acqua e sapone… oddio come sono grassa… umh come sono figa e via discorrendo. Tuttavia queste pratiche da sempre rientrano nel compimento delle normali funzioni, non è certo per questo che si forma la coda!
A nessuno è mai venuto in mente invece, che tra disabili e neonati c’è sempre troppo affollamento nel bagno femminile? ma se per un’impellenza salti la coda e vai in quello degli uomini  - che chissà come mai è quasi sempre vuoto - loro, i maschi, ti brontolano anche contro.

Mah, passiamo alle recensioni che, manco a farlo apposta, sono tutte di bagni ambosessi… in parole povere un cesso solo.

Pizzeria Gonzales in corso Francia. Il bagno si trova in un cortile ben camuffato (e riparato) da una veranda in stile rustico che lascia abbastanza perplessi. Per il resto, meno male che tutto è verniciato di bianco così sembra meno claustrofobico di quanto sia davvero.

Birreria Lutèce in piazza Carlina (come recita la toponomastica confidenziale). Prendete un vecchio bagno e non eseguite nessuna ristrutturazione né ammodernamento; poi prendete un pennarello bianco e scrivete dei numeri alla rinfusa sulle piastrelline nere, come per creare un sudoku impazzito sulle pareti. Et voila!

Ristorante Angolo di Parin a San Salvario. Mi piace l’accostamento di nero e oro delle piastrelle, trovo di grande effetto lo specchio con cornice dorata appeso sul soffitto dell’antibagno… ma poi si esagera con mazzi di fiori finti, lampade a medusa, dipinti di fanciulle ignude e chissà quanti altri oggetti degni di un rigattiere mi sono sfuggiti.

6 febbraio 2017

Rubrica: Ho fatto la pipì - 14^ puntata



RISTORANTE CAMPIDOGLIO via Rocciamelone. Bello e funzionale il moderno lavandino di vetro; gradevole la combinazione dei colori: verde, bianco e grigio chiaro; peccato che lo spazio a disposizione non sia stato sfruttato nel modo ottimale.

RISTORANTE ZAMY via Carlo Alberto. Angusto bagno nel seminterrato, eppure lo spazio per fare qualcosa di meglio ci sarebbe.

BAR PROSIT piazza IV Marzo. Appena entrata nel bar ho assistito al surreale litigio tra un cliente - turista italiano che inveiva per la mancanza di servizi igienici - e il barista che rispondeva, anche lui urlando, che il bagno c’era eccome e bastava fare la coda!
Giunto il mio turno credo di aver capito il motivo del contendere: evidentemente il forestiero non era al corrente che molti vecchi bar del centro hanno il bagno nel cortile, e posso capire la sua frustrazione nel sentirsi dire che per andarci si deve uscire dal locale stesso. Comunque pur sapendo cosa avrei potuto trovare, quel bagno era persino peggiore delle mie aspettative: un cesso alla turca ricavato in un basso sgabuzzino nel sottoscala dell’androne condominiale. E soprattutto, se il pesante portone fosse stato chiuso, avrei dovuto citofonare ai vicini di casa per farmi aprire?

PIZZERIA DA GINO via Monginevro. Un locale storico con classicissimo ma decoroso bagno nel cortile: a differenza del bar precedente, l’accesso al cortile è dalla sala della pizzeria stessa e non c’è rischio di perdersi.

ALMA LATINA a San Salvario. Un altro bagno della serie inrosso. Pareti, porte, mobili, soffitto, tutto è verniciato di quel colore. Perché?!?

DISCOTECA ROCK MOVEMENT, o se preferite Cinema Teatro Lutrario in via Stradella. Discoteca che prima d’ora non avevo mai frequentato e che ha cambiato vari generi musicali, gestori e presumo arredamenti. Tutto l’ambiente del bagno è abbastanza impersonale, stile autogrill o aeroporto, ma ha il pregio di avere le porte che si chiudono (e non è cosa da poco!) e un’intera parete a specchio sino al soffitto. Da narcisista.

POLSKI KOT via Massena. Circolo dall’ambiente familiare e bagno quasi altrettanto “casalingo”: sembra un po’ un ripostiglio di oggetti vari; qualche mobile cerca di fare bella figura, le piastrelle ricordano gli anni 70 e l’asciugamani di spugna non è troppo invitante.

HIROSHIMA MON AMOUR via Bossoli. Un locale molto famoso, che ha sede in un edificio che tanti anni fa era una scuola. Anche se adesso hanno dipinto i muri con colori fluo, non ingannano nessuno: sono sempre i cessi di una scuola!

E se leggete questa Rubrica per la  prima volta, qua trovate tutte le puntate arretrate.

11 agosto 2016

Rubrica: Ho fatto la pipì - 13^ puntata


ARRETRATI E NOVITA’



La novità è che la prima recensione non è dedicata a un locale pubblico torinese, bensì allo stadio San Mamés di Bilbao che ho avuto occasione di visitare a luglio, a campionato concluso e con i lavori di rifacimento del manto erboso in corso. Non restava che andare alla caffetteria e ovviamente al bagno.

Inevitabile è stato il paragone con i cessi, le latrine, insomma quei luoghi immondi chiamati “servizi” dello stadio di San Siro a Milano, che sarà anche la Scala del calcio, ma in quanto a gabinetti è degno dei peggiori bar di Caracas.

La prima considerazione è che quindi è possibile dotare uno stadio di bagni non solo decenti, ma persino belli. La seconda osservazione l’ho fatta vedendo le foto celebrative della squadra di casa, posizionate in modo da allietare la funzione fisiologica del tifoso maschio  e ho pensato che sarebbe stato divertente mettere della carta igienica raffigurante gli stemmi delle squadre avversarie del campionato spagnolo!!  (non sono sportiva, sono tifosa)


bagno per tifoso




- § - § -

Chiusa la parentesi turistico-sportiva passo agli arretrati dei locali torinesi.


Pizzeria Cammafà in via Saluzzo: vista la sala arredata in maniera fantasiosa mi aspettavo di trovare qualcosa di più creativo anche in bagno. Sì, è pulito, ma è piccolo, tutto bianco e anonimo, insomma una delusione.


Pizzeria Vecchia Europa in via Gorizia: belle le piastrelline a mosaico dai colori pastello, ma il punto di forza è che è ben isolato dal resto del locale rivelandosi così un’oasi di quiete e silenzio in cui prendere tregua da un ambiente troppo rumoroso e confusionario.


O’ Rafferty’s Irish Pub in corso Sommeiller: il nome è più lungo della recensione che si merita: angusto e spoglio.


Caffetteria GV in via Tiepolo: ma sono io ad avere sempre problemi oppure questa rubrica è dovuta anche dal fatto che le cose non funzionano mai? Il locale è nuovo eppure la porta non chiude; il rubinetto non è manuale, non è a pedale, non è a fotocellula… insomma non esce l’acqua; il dosatore di sapone è vuoto. Eccheccazzo!


Osteria Mezzaluna in via Bertola: allegro e colorato, in stile mediterraneo. Simpaticissima l’idea del pulsante per far suonare la banda,  peccato che non funzioni. (o sono io che non riesco?)




Istruzioni per l'uso della banda


22 ottobre 2015

Rubrica: Ho fatto la pipì - 12^ puntata



TRIS IN ROSSO
Per tre sere di seguito sono uscita e ho visitato tre locali nuovi (evento quasi eccezionale!) e, seppur molto diversi tra loro, i tre bagni sono accomunati dalla presenza del rosso, colore che io non amo.

Il primo - Tabisca in Piazza Vittorio (toponomastica confidenziale) - è fastidiosamente troppo rosso e non sono riuscita a notare niente altro di interessante. Il secondo -  Zucchero e Sale nel cortile della Cascina Roccafranca – ha le pareti di una tonalità di rosso meno aggressiva, il che mi ha permesso di apprezzare lo specchio con cornice nera in simil ferro battuto… e se state pensando a quello che avete visto sul catalogo Ikea, sì, è proprio quello.

Il terzo – Cascina Vernea a Nichelino – è tutto un mosaico di piastrelline nere, grigie e bianche su cui le porte e i lavandini laccati di rosso spiccano senza infierire sugli occhi.



STUPORE E RIDONDANZA 

Ristorante La Vela in piazza Guala. Locale storico, bagno recentemente ristrutturato con le solite piastrelle di finta pietra che vanno di tanto di moda. L’antibagno è un po’ eccessivo ma fa-vo-lo-so: ripiano decorato a mosaico rosso (rosso anche qui) su cui è appoggiato un lavandino stile fontana zen con tanto di sassolini; l’acqua esce da uno scivolo di vetro che si illumina al passaggio dell’acqua e contemporaneamente aumenta l’intensità delle luci nell’ambiente. Grandi specchi con cornice stile stucco completano l’arredamento, mentre i fiori finti si potevano tranquillamente evitare.



FRITTO MISTO

Del Ristorante Filo di Marianna ve ne avevo già parlato (nella 4^ puntata vedi qui) ma visto che gli arredi del locale sono stati rinnovati il bagno si guadagna una nuova recensione. Nonostante i lavori o forse proprio a causa di essi risulta sconclusionato: pavimento grigio chiaro, pareti con grandi piastrelle nere e ocra non alternate regolarmente ma posizionate abbastanza a casaccio, accessori alla rinfusa senza uno stile. Un bel fritto misto, anche se preferisco sempre quello che servono a tavola.



IL GRANDE FRATELLO

Per concludere, una foto che potrebbe risultare abbastanza anonima ma che vi lascerà interdetti quando saprete che l’ho scattata all’interno del bagno di un ambulatorio in ospedale.


Non so se per servizio devo intendere il Servizio Sanitario o il cesso, in ogni caso perché la videosorveglianza a giorni ed orari prestabiliti? E soprattutto… in che giorno ci sono andata?



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(link-fai-da-te by Mira Queen)