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18 dicembre 2020

E poi col tempo cambia tutto lo sai e cambiamo anche noi...

 

Piano piano i blogger che più mi piacevano smettono di scrivere, chiudono, cambiano indirizzo e anche io, per fare la mia parte, frequento poco i miei “vicini” e ancora meno scrivo.

Ho riflettuto su questo diffuso disamore per i blog e non mi sono data una vera risposta. Un po’ c’entrano le situazioni personali, i problemi e le incombenze della vita, le migrazioni verso altri social, le congiunzioni astrali…  Sicuramente gioca il suo ruolo anche l’isolamento portato dalla pandemia che ha significato un cambiamento delle abitudini quotidiane, un ripiegarsi e richiudersi su sé stessi fino a far diventare poi uno sforzo uscire da quel bozzolo, rompere l’abitudine alla segregazione anche se in realtà l’isolamento non piace.

9 ottobre 2018

That Joke Isn't Funny Anymore




Da quanto tempo non passavo di qua per scrivere qualcosa! A dire il vero non solo non ho scritto, ma ho anche letto poco i blog altrui e di conseguenza “socializzato” meno.
Mancanza di tempo, di argomenti, di concentrazione, ma soprattutto lo scrivere su questa pagina non mi diverte più come una volta.
Insomma, il blog che a suo tempo era nato un po’ come il messaggio in bottiglia di un naufrago  in questi ultimi tempi è divenuto un naufrago egli stesso, abbandonato all’oblio su una zattera di fortuna, sopravvissuto grazie a qualche sporadica goccia d’acqua.
Dopo questa drammatica premessa però vi rassicuro: anche se a volte ci ho pensato, non sto per chiudere; magari mi torna quell’ispirazione dei primi tempi quando ridevo da sola mentre scrivevo.

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A proposito di mare:
anche se sono nata e vivo a Torino - che notoriamente non è una città di mare - mi sento molto legata a quell’elemento, mentre non ho un rapporto troppo intenso con l’acqua dolce. Non ho mai amato la piscina e da bambina ho imparato a nuotare nelle basse acque dell’Adriatico; ho fatto il bagno nel lago un paio di volte in vita mia e per quanto piacevole sia stato non era comunque come stare nel mare. Mi sembra strano che una massa di acque non abbia il sapore del sale.




19 gennaio 2015

Never Felt So (c)Old


The Last Day Of Summer

Ci sono canzoni che colpiscono al primo ascolto e ti rimangono nel cuore, questa è una: la trovo di una bellezza struggente! Semplice e intensa, pervasa di quella malinconia tipica dei momenti in cui si fanno i bilanci della propria vita e si pensa al tempo che passa, a volte invano, quando l’estate della vita volge inesorabilmente verso l’autunno e a nulla serve voltarsi indietro.

Il calendario dice che siamo in pieno inverno e tra poco è il mio compleanno…

 
The Cure - The Last Day Of Summer (live 2002)

Nothing I am  
Nothing I dream  
Nothing is new  
Nothing I think or believe in or say
 Nothing is true
 It used to be so easy
 I never even tried
 Yeah it used to be so easy...
 But the last day of summer
 Never felt so cold  

The last day of summer  
Never felt so old  
Never felt so...
  

All that I have
All that I hold
All that is wrong
All that I feel for or trust in or love
All that is gone
It used to be so easy
I never even tried
Yeah it used to be so easy...
But the last day of summer
Never felt so cold
The last day of summer
Never felt so old
The last day of summer
Never felt so cold
Never felt so...

    

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Leggi anche:
Temporali pomeridiani
Enjoy the silence
Capitano mio capitano
(link-fai-da-te by Mira Queen)

24 dicembre 2014

La canzone del giorno

Coriandoli a Natale


Un brevissimo post, in questi giorni mi sembra appropriato ascoltare un brano di Gigi Restagno, musicista torinese prematuramente scomparso.
Forse molti di voi conoscono la versione  dei Subsonica, io vi propongo l'originale.




 






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Leggi anche:
(link-fai-da-te by Mira Queen)

27 maggio 2014

Come sarebbe stato se...


Non so se questo genere di pensieri capiti a tutti, ma a volte mi trovo a riflettere su come sarebbe andata la mia vita se avessi compiuto scelte diverse o si fossero verificate altre coincidenze e condizioni rispetto a quelle che mi sono capitate (non dipendenti da me).
Ad esempio se fossi vissuta in un’altra città o anche solo in un altro quartiere, se avessi avuto nonni e cugini vicini o, al contrario, ancora più lontani e non li avessi quasi conosciuti, se avessi cambiato città o Paese di residenza… e cose del genere. In particolare questi pensieri li associo alla mia “carriera” scolastica perché so di non aver scelto il tipo di studi che faceva per me, però alcune amicizie e frequentazioni fondamentali della mia vita hanno avuto lontane radici nel mio vissuto scolastico.

24 aprile 2014

Esistenzialismi (pensieri sparsi)


♠ Viaggiando in autobus mi è sempre piaciuto ascoltare le chiacchiere della gente, ora osservo persone che accarezzano schermi, ascolto monologhi senza sapere cosa risponda l’interlocutore.
Sempre connessi alla rete, guardando fisso, abbiamo il mondo a portata di mano e non sappiamo cosa farcene; ogni insignificante gesto ha valore solo se viene condiviso pubblicamente e intanto si è persa la capacità di comunicare veramente.



♠ Se punti un dito verso il cielo per indicare la luna
Gli sciocchi guarderanno il tuo dito.
Se dici che in cielo ci sono milioni di stelle
Tutti ti crederanno.
Se appenderai un cartello
Per avvisare che la vernice è fresca
Ci sarà sempre qualcuno
Che vorrà toccare per vedere se è vero.

7 novembre 2013

Pensieri sparsi

Ultimamente non sono molto creativa, più per mancanza di tempo che di ispirazione, quindi vi intrattengo con un po'di vecchi scritti, pensieri e aforismi. 
A presto (spero) con qualcosa di nuovo.

♠ 
Giornata di vento in città
dove le borse di nylon
volteggiano come gabbiani impazziti
sopra i tetti delle case
e le foglie secche
danzano vorticosamente sui marciapiedi
insieme alle carte
fuggite dai bidoni della spazzatura.


♠  E’ forse sbagliato stare a farsi delle paranoie, ma non lo è certo riflettere e porsi delle domande; se siamo dotati di un cervello pensante è giusto usarlo per il suo scopo.
Quanto alle mani… non è ancora provato che, come sostiene qualcuno, debbano essere usate per lavorare: possono anche servire per mettersi le dita nel naso.



♠  Riflessione casalinga

Il sugo bolle placidamente

nel suo tegame

ignaro che intorno

il mondo stia crollando

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Leggi anche:
Il cielo di Torino
Ricetta di famiglia

(link-fai-da-te by Mira Queen)

16 settembre 2013

Wish You Were Here e L'Olandese solitario


 Si scrive perchè è una necessità.
Questa sera ho ascoltato per ben due volte alla radio (stazioni diverse ovviamente) Wish You Were Here dei Pink Floyd ed è stato così insolito, sorprendente, da sembrarmi un segno e ora eccomi qua con l’urgenza di raccontare questo aneddoto.


La prima vacanza che feci insieme alla mia amica La Baronessa fu a Torremolinos (che quadretto… una regina, una baronessa e la tenda con il simbolo dell’anarchia). Il campeggio, che era anche l’unico della zona, era popolato da varia umanità con prevalenza di giovani e fusi ed era abbastanza facile fare amicizia anche con persone di altre nazionalità.

Di fronte alla nostra tenda era accampato un olandese di almeno una decina d’anni più grande di noi, solo e solitario, che non andava mai da nessuna parte e passava le giornate seduto davanti alla tenda a bere birra e ascoltare musica. Era cupo e in un certo modo affascinante e ovviamente non attaccammo mai bottone con lui, forse ci salutavamo a malapena; dalla nostra tenda osservavamo i suoi pochi spostamenti e facevamo congetture sul perché fosse sempre solo e pensieroso.

A parte quella volta che facemmo così tanto casino all’ora della siesta che la famiglia spagnola della roulotte accanto – invece di riempirci di mazzate come avremmo meritato – ci regalò della frutta per chiederci bonariamente di fare silenzio, in genere in campeggio stavamo abbastanza tranquille ad ascoltare musica e chiacchierare. Eravamo delle allegrone e il nostro repertorio musicale spaziava dalla classica “cassetta da lamette” ai Bauhaus, Cure, Smiths… e Pink Floyd.

E qui siamo al dunque. Una sera mentre La Baronessa ed io eravamo intente a preparare la cena, L'Olandese seduto davanti alla sua tenda beveva birra in contemplazione del vuoto e il nostro registratore diffondeva musica. Quando attaccò a suonare Wish You Were Here egli ebbe un impercettibile moto di turbamento, posò la bottiglia e passò dalla contemplazione ad un immobile rimuginare. Poi di scatto si alzò, salì in macchina e andò via. La cosa inizialmente ci fece anche un po’ sorridere perché fu come se il nostro aver inavvertitamente toccato un tasto dolente l’avesse smosso dal suo perdurante immobilismo.

Stette fuori la notte e tutta la giornata seguente e lo sentimmo rientrare in campeggio solo a notte fonda; il mattino successivo una fila impressionante di bottiglie vuote era allineata fuori dalla sua tenda e un paio di giorni dopo partì. Forse le sue vacanze erano finite, forse quella fatidica sera non aveva nemmeno sentito la nostra musica e si era improvvisamente ricordato di un impegno, noi però ci sentimmo a lungo in colpa per avergli suscitato chissà quali spiacevoli sentimenti.



Ho ascoltato tante volte quella canzone nel corso degli anni e a volte ho anche ricordato con un certo distacco quell’episodio, ma questa sera mi sono proprio chiesta: “chissà che fine ha fatto L’Olandese solitario?”


Leggi anche:
(link-fai-da-te by Mira Queen)

28 febbraio 2011

Bollettino dei naviganti



Siamo connessi a tutto il mondo, eppure siamo sempre più soli e i rapporti reali sempre più difficili.
Ciò che una volta restava chiuso nei diari personali oggi viene messo in rete.
Da naviganti si è diventati naufraghi i cui messaggi sono affidati a virtuali bottiglie nella speranza che qualcuno legga, nell’intima certezza che nessuno verrà a salvarci in questo mare di solitudine.