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29 aprile 2025

QUO VADIS? NEVERMIND

Avete presente la vecchia storiella, tratta forse da un film, dei due romani che si incontrano e intavolano la seguente surreale conversazione?

 A: ‘ndo vai?

B: ar cine

A: ar cine? A vedè che?

B: Quo Vadis

A: quo vadis? E che vor dì?

B: ‘ndo vai

A: (perplesso) ‘ndo vai?

B: ar cine

A: a vedè che?

E giocando sempre sulla stessa incomprensione si potrebbe continuare in un loop infinito.

La conoscevate? Si. No. Fa lo stesso, basta che adesso teniate a mente questo il senso di questo dialogo mentre vi racconto un aneddoto personale.

6 agosto 2015

Cantieri estivi


Agosto in città è il mese dei lavori stradali e dei cantieri, e anche il palazzo dove lavoro io non è da meno. In questi giorni ci sono in corso interventi che riguardano porte tagliafuoco e  porte di accesso alle scale proprio accanto al mio ufficio e quindi mio malgrado posso tenere sotto controllo l'avanzamento delle opere. Ieri gli operai si sono visti poco ma hanno delimitato la zona di cantiere per impedire il passaggio con la classica  striscia di nylon bianca e rossa.

27 marzo 2015

Supercazzole Informatiche


Oggi mi sento molto stile Piero Angela e vi propino un bel documentario dedicato ad una specie comparsa sul pianeta da pochi decenni, ma che di sicuro ben conoscete. Seguirà dibattito, come nei cineforum degli anni ’70 di Fantozziana memoria.



L’HOMO INFORMATICUS
Inizialmente assai raro, se ne potevano incontrare alcuni esemplari solo in piccoli habitat con particolari caratteristiche favorevoli alla sopravvivenza, come ad esempio sale giochi e laboratori di elettronica. Grazie ad un rapido processo evolutivo di adattamento (la cosiddetta funzione virus) la specie si è diffusa e moltiplicata in maniera esponenziale e attualmente se ne possono incontrare individui praticamente ovunque, anche se prediligono sempre habitat confortevoli e protettivi come il Politecnico o i centri di programmazione di grandi aziende o enti.

12 marzo 2014

Stupidario da ufficio


Mi ero promessa che in questo blog non avrei trattato gli argomenti calcio, politica e lavoro, ma devo venire meno al mio proposito perché, nell’ultimo anno in particolare, nell’ufficio dove lavoro si è verificata una serie di episodi quasi surreali che più volte mi hanno fatto venire voglia di raccogliere il tutto in uno “stupidario”.
Devo però inquadrare gli episodi nel loro contesto: lavoro all'archivio di una grande azienda e il mio ufficio funge da raccordo e fornisce agli altri uffici consulenza archivistica, quindi una buona fetta di attività consiste nel rispondere alle telefonate dei colleghi in difficoltà.

La domanda ricorrente che viene posta, così nuda e cruda come ve la scrivo, è : “perché non riesco a protocollare?” e io a questo punto dovrei prendere la sfera di cristallo per indovinare quale problema archivistico, informatico o mentale stia impedendo al collega di svolgere il proprio lavoro e quindi accorrere in suo aiuto.

Ma ci sono anche personaggi più fantasiosi… ecco alcuni simpatici aneddoti. Scritto tra parentesi ciò che penso ma che non esprimo ad alta voce.

26 febbraio 2013

Umorismo aziendale


In tutti i luoghi di lavoro con un elevato numero di dipendenti ci si trova ad avere a che fare con varie tipologie di umanità, e il posto dove lavoro io non fa eccezione, anzi ci sarebbero così tanti aneddoti da raccontare che non basterebbe un'enciclopedia.
In questo momento mi interessa raccontare alcuni episodi che riguardano coloro che vivono la giornata lavorativa con allegria e sono sempre pronti allo scherzo e alla burla, contrapposti a quelli che invece si prendono troppo sul serio e non hanno un minimo di senso dell'umorismo.

Il primo episodio si svolge – manco a dire -in uno dei bagni delle donne in cui c'è un piccolo buco nel muro, anzi nelle piastrelle, come se fosse stato tolto un tassello... insomma è evidente che si tratti un buco poco profondo che non attraversa il muro da parte a parte.
Una collega burlona ha appeso un cartello per invitare le frequentatrici del bagno a prestare maggiore attenzione alla pulizia, giocando sul fatto che quel piccolo buco nelle piastrelle fosse l'obiettivo di una macchina fotografica pronto a immortalare chi sporca, una specie di autovelox da interno…


Bene, c'è chi ha davvero creduto che ci fosse una macchina fotografica o forse un guardone nascosto e ha tappato il buco con della carta... e questo è successo più volte!!






Episodio 2. L'autunno scorso è stato lanciato un giornalino aziendale on-line e per creare una certa aspettativa e curiosità tra i dipendenti, i realizzatori della pubblicazione hanno iniziato ad appiccicare sulle porte, nei corridoi e negli ascensori una serie di bigliettini con il logo del giornalino (il cui nome era sconosciuto a tutti) e la scritta “sta arrivando”.
Io ho pensato ai biglietti dal messaggio biblico che si trovano in giro per la città (ve ne ho parlato qui) e ho iniziato a mia volta ad attaccare post-it con la scritta “Gesù sta arrivando” e “The Lord is coming”, oppure aggiungere a penna sugli stessi “2012 la fine”.
Non facevo in tempo ad attaccare biglietti – cercando di non farmi vedere – che qualcuno evidentemente privo di senso dell'umorismo, li staccava... e la collega della redazione del giornale che inseguiva i miei biglietti per fotografarli. Alla fine è riuscita a catturare due esemplari che sono poi stati pubblicati, con mia grande soddisfazione, sulla copertina del secondo numero. Non allego la foto perchè non voglio rivelare dove lavoro: già non è bello che una Regina vada a lavorare, lasciatemi almeno mantenere un po' di privacy.

Il terzo episodio riguarda un'uscita di emergenza di cui io vi mostro solo la foto perchè il dettagliato resoconto è stato fornito a suo tempo da Audrey... che lavora con me. Andatelo a leggere, ne vale la pena!


1 aprile 2011

Il Professor Ottolenghi


Questo divertente episodio ebbe luogo oltre dieci anni fa e visto il tempo trascorso e la figura da babbalona che feci sarebbe bene che chiudessi qui il racconto, ma dato che ho il gusto dell’autoironia e soprattutto ogni volta che ci ripenso mi viene da ridere, ve lo racconto.
La vicenda si svolse - come già detto - una decina di anni fa in una giornata lavorativa di agosto; a quei tempi nel mio settore ma in un ufficio diverso lavorava il simpaticissimo PV noto per la battuta sagace e lo scherzo sempre pronto… purtroppo per me non lo conoscevo ancora molto bene.
Ad agosto in genere c’è poco da fare e si finisce per dedicarsi a quei lavori di "riordino" o altre seccature simili che durante l’anno non si ha tempo di fare; io mi stavo quindi tranquillamente barcamenando in queste attività a basso contenuto intellettuale quando il mio capo decise di affibbiarmi un lavoro impegnativo e ovviamente urgente che forse stava tenendo in serbo per me da gennaio. In quello stesso giorno PV mi individuò come vittima per uno scherzo.