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29 aprile 2025

QUO VADIS? NEVERMIND

Avete presente la vecchia storiella, tratta forse da un film, dei due romani che si incontrano e intavolano la seguente surreale conversazione?

 A: ‘ndo vai?

B: ar cine

A: ar cine? A vedè che?

B: Quo Vadis

A: quo vadis? E che vor dì?

B: ‘ndo vai

A: (perplesso) ‘ndo vai?

B: ar cine

A: a vedè che?

E giocando sempre sulla stessa incomprensione si potrebbe continuare in un loop infinito.

La conoscevate? Si. No. Fa lo stesso, basta che adesso teniate a mente questo il senso di questo dialogo mentre vi racconto un aneddoto personale.

19 maggio 2021

Cessologia fuori porta

Vi tranquillizzo subito! Non state per leggere un imbarazzante resoconto di evacuazioni en plein air. Si tratta solo di una piccola, estemporanea, variante alla ben nota rubrica  dedicata ai bagni dei locali di Torino e dintorni.

Dopo i mesi trascorsi tra quarantene, zone arancio e rosse, maltempo, blocchi della circolazione e quant’altro, ho approfittato della “riapertura” per fare una piccola vacanza in Toscana (che è un po’ più in là del fuori porta, ma non puntualizziamo). Visitando un grazioso borgo medievale mi sono fermata a mangiare in un bar ristorante in una tranquilla piazzetta e tutto il contesto circostante non faceva presagire ciò che avrei trovato all’interno.

Il moderno locale sembrava più un cocktail bar “da sera” che un ristorantino, ma niente di eccessivo. Il bagno invece!! Tutto ricoperto di mosaico dorato e glitterato a cui mancava solo la sfera rotante da discoteca. Ma forse sarebbe bastato solo accendere la luce per ottenere quell’effetto disco glam. 

 

 



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Leggi anche:

. Sconsigli di viaggio n. 1

. Il punto S

. Educare i bambini

(link-fai-da-te by Mira Queen)

 

 


29 aprile 2017

Umorismo fotografico: Lavori in Corso


Visto che siamo a ridosso della Festa dei Lavoratori, ecco qua una bella galleria di foto in cui le opere non sono state eseguite esattamente a regola d’arte… anzi, per la precisione, questa presentazione si sarebbe dovuta chiamare “Lavorare Col Culo” ma non volevo  scriverlo nel titolo per non guastare la sorpresa.

IL VERSO GIUSTO

Welcome to Sri Lanka, paese che si distingue per organizzazione e precisione nei lavori. Qui siamo all’aeroporto internazionale di Colombo e ci terrei a sottolineare che la foto non è girata: se osservate bene vedrete che è il monitor ad essere appeso per il verso sbagliato.

11 agosto 2016

Rubrica: Ho fatto la pipì - 13^ puntata


ARRETRATI E NOVITA’



La novità è che la prima recensione non è dedicata a un locale pubblico torinese, bensì allo stadio San Mamés di Bilbao che ho avuto occasione di visitare a luglio, a campionato concluso e con i lavori di rifacimento del manto erboso in corso. Non restava che andare alla caffetteria e ovviamente al bagno.

Inevitabile è stato il paragone con i cessi, le latrine, insomma quei luoghi immondi chiamati “servizi” dello stadio di San Siro a Milano, che sarà anche la Scala del calcio, ma in quanto a gabinetti è degno dei peggiori bar di Caracas.

La prima considerazione è che quindi è possibile dotare uno stadio di bagni non solo decenti, ma persino belli. La seconda osservazione l’ho fatta vedendo le foto celebrative della squadra di casa, posizionate in modo da allietare la funzione fisiologica del tifoso maschio  e ho pensato che sarebbe stato divertente mettere della carta igienica raffigurante gli stemmi delle squadre avversarie del campionato spagnolo!!  (non sono sportiva, sono tifosa)


bagno per tifoso




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Chiusa la parentesi turistico-sportiva passo agli arretrati dei locali torinesi.


Pizzeria Cammafà in via Saluzzo: vista la sala arredata in maniera fantasiosa mi aspettavo di trovare qualcosa di più creativo anche in bagno. Sì, è pulito, ma è piccolo, tutto bianco e anonimo, insomma una delusione.


Pizzeria Vecchia Europa in via Gorizia: belle le piastrelline a mosaico dai colori pastello, ma il punto di forza è che è ben isolato dal resto del locale rivelandosi così un’oasi di quiete e silenzio in cui prendere tregua da un ambiente troppo rumoroso e confusionario.


O’ Rafferty’s Irish Pub in corso Sommeiller: il nome è più lungo della recensione che si merita: angusto e spoglio.


Caffetteria GV in via Tiepolo: ma sono io ad avere sempre problemi oppure questa rubrica è dovuta anche dal fatto che le cose non funzionano mai? Il locale è nuovo eppure la porta non chiude; il rubinetto non è manuale, non è a pedale, non è a fotocellula… insomma non esce l’acqua; il dosatore di sapone è vuoto. Eccheccazzo!


Osteria Mezzaluna in via Bertola: allegro e colorato, in stile mediterraneo. Simpaticissima l’idea del pulsante per far suonare la banda,  peccato che non funzioni. (o sono io che non riesco?)




Istruzioni per l'uso della banda


2 marzo 2016

Non c’è più la Svizzera di una volta



Ho letto da un vicino di blog che recentemente in Canton Ticino si è svolto un referendum per l’ampliamento dell’orario di apertura dei negozi.
Ho ripensato agli inizi degli anni ’90, quando andavo spesso a Lugano a trovare un amico e fare indigestione di cioccolato (no, non esportavo capitali) e mi sono tornate alla mente alcune abitudini locali che ai tempi mi erano sembrate stravaganti:



  • Gli svizzeri spegnevano il motore dell’auto quando il semaforo diventava rosso, invece di accelerare per passare.
  • Nei supermercati tutti si pesavano e prezzavano da sé frutta e verdura, senza fare la cresta sul peso dei vari pomodori e zucchine. Io mi stupivo molto, ma capirai, ero abituata al supermercato vicino a casa mia (a Mirafiori) che esponeva un cartello in cui si ricordava che ritagliare i punti dalle confezioni costituiva reato.
  • I negozi chiudevano alle 18 ed era come se il centro rimanesse deserto ad un orario che consideravo pomeridiano.
  • E sempre in tema di orari, come dimenticare quel capodanno in una discoteca semivuota nel centro di Lugano? Non è che Torino sia mai stata Las Vegas, ma già a quei tempi si poteva tirare tardi al pub o nelle discoteche; lì invece, poco dopo il brindisi di mezzanotte stavano già preparando per la chiusura, sottolineando che giusto perché era una serata di festa, il locale rimaneva aperto ben fino all’una!



Insomma, sorrido ripensando a questi episodi e alle piccole differenze di comportamento per cui con il mio amico ticinese ci prendevamo reciprocamente in giro. Adesso siamo sempre più globalizzati, le abitudini cambiano nostro malgrado e le città finiscono per assomigliarsi tutte, con gli stessi negozi nel centro e le stesse insegne accese tutta la notte.



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Leggi anche:


scritte sui muri  a Lugano

(link-fai-da-te by Mira Queen)