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23 marzo 2021

VIAGGIO NEL TEMPO E NELLA NOTTE - NIGHTCLUBBING A TORINO IERI E OGGI

Tra un lockdown e una zona rossa o arancio i bar e ristoranti aprono e chiudono a singhiozzo. I locali notturni come pub, club e discoteche – se si esclude la breve riapertura della scorsa estate – stanno chiusi e basta ormai da un anno. Idem dicasi per i luoghi di cultura e particolarmente grave mi sembra la situazione dei piccoli cinema e teatri che non propongono attori di peso o film da incasso sicuro. Quando tutto questo finirà (quando?) chissà quanti avranno la forza e le risorse per riprendere. Ho il timore che la città ripiombi in quell’atmosfera grigia e sonnolenta che si viveva negli anni 70/80.

Questi pensieri mi hanno riprendere un pezzo che avevo scritto tempo addietro - più che altro per fare una specie di viaggio nella mia memoria tra i locali e le serate che amavo -e mi è venuta voglia di condividerlo, sperando di tornare presto alla normalità, alla vita di sempre sotto tutti gli aspetti, anche questi più frivoli.


2 gennaio 2019

I libri del 2018 e le biblioteche di sempre


I libri (cartacei o elettronici) li compro o li scambio con gli amici, ma nella mia adolescenza le biblioteche hanno svolto un ruolo fondamentale e sento di avere un legame affettivo molto intenso con quei luoghi sebbene non li frequenti quasi più.
Ho iniziato ad andare in biblioteca quando facevo la terza media: a Mirafiori non ce n'erano e quindi con le mie amiche prendevamo l'autobus (Sì, da sole! Ai tempi nessuno lo considerava abbandono di minore) e andavamo in un altro quartiere dove c'era una biblioteca comunale installata in una antica dimora signorile circondata da un parco. Era già un piacere trovarsi lì, ma il vero motivo di interesse e attrazione per noi era la “Sala Fumetti” in cui passavamo pomeriggi a leggere le storie di Linus e Charlie Brown. Altro motivo di gradimento era che potevamo gironzolare tra gli scaffali e sfogliare liberamente i libri senza essere “braccate” dai bibliotecari. Questa libertà di poter curiosare ci fece pian piano allargare i nostri orizzonti dai fumetti ai libri e, negli anni seguenti, continuando ad andare in biblioteca con la scusa di cercare volumi per la scuola tanti libri interessanti trovarono me.
Spero che anche i ragazzini di oggi possano rinunciare ogni tanto alla comodità di avere tutto in casa e passare qualche giornata con gli amici a scoprire il fascino di una biblioteca.

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Chiuso il momento nostalgico, passiamo ai libri letti nel corso del 2018: sono pochini ma comunque non mi dilungherò in recensioni approfondite, giusto qualche accenno.

11 dicembre 2018

Rubrica: Ho fatto la pipì 16^ puntata

Ecco l'atteso appuntamento con la rubrica di cessologia applicata. Chi legge per la prima volta sappia che questo è un servizio di publica utilità in cui troverà le recensioni dei bagni dei locali torinesi da me frequentati. Qui le puntate arretrate.



Arancia di Mezzanotte al Quadrilatero: va bene,erano anni che non ci andavo, (qui la vecchia recensione) ma cosa gli è successo? E’ di una sciatteria desolante e non c’è neanche più la porta scorrevole!

E a proposito di locali che non bazzicavo da un po’, ho ripreso a frequentare le serate musicali del Magazzino di Gilgamesh - locale in piazza Moncenisio noto per i concerti - e vista la favolosa ristrutturazione che ha trasformato il tugurio dei tempi andati in un moderno e confortevole bagno, riprenderò sicuramente anche a frequentarne i servizi.

Birrificio Edit in via Cigna. Bagno in stile post industriale con un lamierone a fare da lavandino, il tutto dipinto in rossonero (accostamento cromatico perfetto per il cesso, in effetti). Durante la mia “visita” - come se non fossi già stata infastidita abbastanza dalla vista di quei colori – mi sono trovata a disagio a causa della mancanza di serratura che mi ha costretto dalla posizione “seduta-senza-toccare” a tendere un braccio per tenere la porta chiusa. Bene, anzi male, perché in quella posizione di precario equilibrio ed estrema scomodità si è pure spenta la luce lasciandomi a mezz’aria ad agitare il braccio libero per cercare di riattivare la fotocellula sforzandomi di non strofinare i pantaloni sul pavimento. Inutile dire che la luce si è riaccesa solo quando ho finito e mi sono rialzata. Mavaffff….  (vedi cessi da stadio)

Luna’s Torta a San Salvario è un caffè letterario o, se preferite, una libreria con caffetteria. Fatto sta che i vari cartelli per indicare luce del bagno, attenzione al gradino e lavandino fuori servizio non riportano banali indicazioni ma delle brevi prose. Da proporre per un gemellaggio con quello che avevo segnalato a Minorca, poeta involontario.

Centro Studi Sereno Regis in via Garibaldi: il bagno attiguo alla sala conferenze presenta una simpatica fontanella incastonata nel muro, uguale a quelle che una volta si trovavano nei cortili. Anzi, visto che la sala è all’interno del cortile, sicuramente la fontanella è stata inglobata nel bagno con i lavori di ristrutturazione: il risultato è gradevole.

Discoteca Vaniglia in via Sabaudia: uno di quei casi in cui il bagno dimostra più senso estetico del locale stesso. [Questo vuol dire che il bagno è bellissimo o che il locale fa cagare?]

Pizzeria Fonderie Ozanam in via Foligno: in un ambiente moderno sono ben inseriti a contrasto accessori in stile vintage come specchi antichi con cornice e foto d’epoca. La vera chicca sta però nell’antibagno: lì c’è una vecchia bilancia pesapersone tipo quelle da farmacia di una volta, roba da sensi di colpa del dopo cena!  





25 ottobre 2018

Rubrica: La Ggente Sono Strani - episodio 4



Offri un dito ti prendono il braccio

Da diversi anni un amico organizza l’acquisto di gruppo del vino direttamente dal produttore: manda e-mail, prende gli ordini, coordina la consegna, fa i conti, raccoglie da tutti le somme dovute e suddivide le bottiglie. Niente altro? Sì, il giorno della consegna offre anche la merenda ai partecipanti. 

Poi si sente dire cose del genere:

9 ottobre 2018

That Joke Isn't Funny Anymore




Da quanto tempo non passavo di qua per scrivere qualcosa! A dire il vero non solo non ho scritto, ma ho anche letto poco i blog altrui e di conseguenza “socializzato” meno.
Mancanza di tempo, di argomenti, di concentrazione, ma soprattutto lo scrivere su questa pagina non mi diverte più come una volta.
Insomma, il blog che a suo tempo era nato un po’ come il messaggio in bottiglia di un naufrago  in questi ultimi tempi è divenuto un naufrago egli stesso, abbandonato all’oblio su una zattera di fortuna, sopravvissuto grazie a qualche sporadica goccia d’acqua.
Dopo questa drammatica premessa però vi rassicuro: anche se a volte ci ho pensato, non sto per chiudere; magari mi torna quell’ispirazione dei primi tempi quando ridevo da sola mentre scrivevo.

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A proposito di mare:
anche se sono nata e vivo a Torino - che notoriamente non è una città di mare - mi sento molto legata a quell’elemento, mentre non ho un rapporto troppo intenso con l’acqua dolce. Non ho mai amato la piscina e da bambina ho imparato a nuotare nelle basse acque dell’Adriatico; ho fatto il bagno nel lago un paio di volte in vita mia e per quanto piacevole sia stato non era comunque come stare nel mare. Mi sembra strano che una massa di acque non abbia il sapore del sale.




9 aprile 2018

La ggente sono strani - episodi 2 e 3

Vi stupisce che adesso riprenda questo argomento? Ma è forse normale che nello stesso pomeriggio sia incappata nelle due conversazioni che sto per riportare?
Inizio a chiedermi se non sia io a cercarmele...




Episodio 2   Una firma non si nega a nessuno



La titolare di un esercizio commerciale del centro, oltre ad esporre i soliti cartelli contro l’ampliamento della ZTL, sta anche raccogliendo firme per una petizione. Ne segue una discussione tra chi è d’accordo e chi è contrario che sfocia nell’inevitabile polemica politica. Io cerco di sbrigare velocemente le mie commissioni ed esco pensando di averla scampata, ma vengo raggiunta da un’altra cliente abituale che ritorna sull’argomento.


C: ma chi se ne frega della ZTL.

Io: ….

C: anzi, tanto meglio se la allargano così ci sarà un po’ meno traffico in centro.

Io: ….

C: però l’ho firmata la petizione, sai l’ho fatto per la negoziante, mi sembrava che ci tenesse tanto.






Episodio 3   La tintoria diffusa



Rientrando a casa con in braccio il cappotto avvolto nel cellophan della tintoria incontro il mio vicino.


V: dove vai in tintoria?

Io: in quella di via X, a un isolato da casa.

V: com’è quella di corso Y?

Io: è nella direzione opposta e comunque non ci sono mai andata, non so come lavora.

V: tuo marito va in quella di corso Y.

Io: no, ti assicuro che andiamo tutti e due in via X.



In ascensore riflettevo che forse abbiamo a che fare con una tintoria che varca i limiti spazio temporali, una tintoria della quinta dimensione: il Principe Consorte porta i capi da lavare a un indirizzo e io li ritiro puliti da un’altra parte.



Ti sei perso l'episodio n.1, quello che mi era capitato il giorno prima?