26 gennaio 2016

Anna Karenina e altre amenità


I lettori più attenti avranno sicuramente notato che negli ultimi tempi sono state più frequenti le recensioni di libri rispetto a quelle dei bagni nei locali, in effetti sono uscita poco e ho trascorso più serate leggendo.
Potrei raggruppare le categorie e ottimizzare le recensioni leggendo in bagno - cosa che faccio abitualmente a casa - ma fuori non mi riesce particolarmente comodo, quindi per il momento lasciamo perdere e parliamo solo di libri (non necessariamente letti in bagno).



Traduzione di Leone Ginzburg
Tutta questa premessa per dire che ho finalmente letto Anna Karenina!

Inizialmente le 800 pagine mi incutevano un po’ di timore e probabilmente non mi sarei avventurata nella lettura del libro cartaceo, invece grazie all’e-reader è filata liscia, gradevole, senza danni per i polsi e senza rischio di farmi cadere il volume sul naso leggendo a letto.




E’ un romanzo avvincente, un bel classicone in cui c’è tutto: la storia d’amore e di tradimento, il dramma, la riflessione interiore, la descrizione della quotidianità e la critica alla società russa.

Immagino che un tomo del genere che “spaventa” i lettori frettolosi della nostra epoca, per i suoi tempi non fosse poi forse grande cosa: le persone istruite che potevano permettersi di leggere, cioè gli aristocratici, non perdevano certo tempo con il lavoro e un libro di questa portata poteva essere al tempo stesso un breve passatempo nonchè uno spunto di conversazione da salotto.

Grazie alle dettagliate descrizioni mi è sembrato davvero di avere davanti agli occhi quella Russia di fine ‘800 in cui i nobili, unicamente impegnati in balli, ricevimenti, teatro e vita sociale nei salotti, sono contrapposti alle schiere di servitori senza identità che li attorniano, e ai muzikì, i contadini, immersi silenziosamente nel duro lavoro dei campi.

Le descrizioni dei lavori agricoli le ho trovate a volte un po’ pesanti a causa della profusione di dettagli su misure e tecniche, però tra le pagine più belle e intense del romanzo annovero l’episodio della falciatura del prato compiuta da Levin insieme ai contadini: quei gesti ritmici, ripetitivi, compiuti come in una silenziosa coreografia nell’aria estiva vibravano attraverso le pagine come un mantra scandito dagli uomini.










La trama credo sia nota ma ne faccio un breve accenno parlando di alcuni personaggi significativi, quindi ATTENZIONE! Se non volete anticipazioni NON proseguite la lettura.



Anna Arkadjevna Karenina è una donna raffinata e affascinante, fragile e terribilmente bisognosa d’amore. Infelice con il marito da cui si sente sempre più distante e trascurata, si innamora del giovane ufficiale Vronskij con cui vivrà una profonda relazione sentendosi sempre tormentata dal senso di colpa e di peccato. La società la esclude a causa del suo adulterio ma lei non biasima questo rifiuto e nemmeno il disprezzo che il marito tradito prova nei suoi confronti, anzi, si sente giustamente colpevole per quella relazione che la allontana da tutti, persino dall’adorato figliolo.

L’intento di Anna non è quello di cambiare il ruolo della donna nella società, è disposta ad accettare la vergogna e l’emarginazione pur di essere amata con la stessa intensità con cui ama lei. Sola e insicura di sé diviene ossessionata dall’idea di non piacere più a Vronskij e si logora nella gelosia e nella paranoia, trovando scuse per litigare, ferire e sentirsi ferita, fino a giungere al drammatico epilogo in cui si toglie la vita con l’intenzione di far sentire l’amato in colpa per la sua morte.


Konstantin Dimitric Levin: (che per certi versi è lo stesso Tolstoj) è un aristocratico, ma contrariamente a tutti gli altri personaggi non ama la vita futile e oziosa in società a cui preferisce il lavoro pratico, la cura e la miglioria dei propri possedimenti, la vita semplice in campagna. E’ un uomo riflessivo che cerca di capire i meccanismi del mondo in cui vive, studia e si interroga su temi come le condizioni dei lavoratori, l’organizzazione del lavoro e della società ma si rifiuta di prendere attivamente parte alla vita politica.

L’ultima parte del libro è tutta improntata sulla sua ricerca interiore sul senso della vita, della morte e dell’essere o no credenti. Alla fine comprende che il suo scopo è custodire il fuoco sacro della terra e del suo arcaico lavoro che molti nobili hanno abbandonato, che la vita ha senso se viene vissuta non soltanto per sé ma anche per il bene comune.





Jecaterina Aleksandrovna Scerbatskij detta Kitty: da ragazza rimane molto affascinata da Anna che le appare donna matura e piena di vita, raffinatamente dotata di savoir faire ma perderà totalmente la stima in lei vedendola prima come una rivale e poi come una donna perduta e peccaminosa.

Ha due corteggiatori: Vronskij, di cui è innamorata, e Levin di cui rifiuta la proposta di matrimonio convinta che il primo si dichiari, cosa che invece non avviene. Kitty si ammala sia perché capisce di non essere amata, sia perché si vergogna di aver mal riposto la sua fiducia in un uomo indegno come Vronskij, umiliando con un rifiuto un uomo sensibile e degno come Levin. Per cercare di guarire si reca con i genitori alle terme in Germania dove stringe un legame di amicizia con Varegnka, una ragazza di modeste origini molto altruista e compassionevole che diventa per lei un modello spirituale; questa esperienza la fa cambiare e maturare molto trasformandola in una persona adulta dedita all’ascolto delle persone e della sofferenza.

Dopo un anno incontra di nuovo Levin e si rende conto di amarlo, lo incoraggia a corteggiarla nuovamente e i due si fidanzano e si sposano. Anche Kitty ama la vita semplice nella casa di campagna, preferisce le chiacchierate con il marito alla vita mondana di Mosca.



Aleksej Kirillovic Vronskij: giovane ufficiale, corteggiatore di Kitty ma senza intenzioni matrimoniali. Quando incontra casualmente Anna si innamora e dopo qualche resistenza di lei diventano amanti; hanno una figlia che non potrà mai prendere il suo cognome perché Anna lascia il marito senza che costui le conceda il divorzio. Abbandona la carriera nell’esercito per intraprendere un viaggio in Europa con Anna e al ritorno si trasferiscono a vivere nella tenuta in campagna per allontanarsi dall’ambiente di Mosca a lei ostile. Vronskij continua ad amare Anna ma si sente oppresso dalla sua gelosia, inoltre come uomo non sposato non è soggetto alle critiche della società che ipocritamente continua ad accettarlo e frequentarlo, questo peggiora i rapporti tra i due che ormai litigano spesso.

Dopo la morte di Anna è un uomo distrutto, si arruola come volontario per andare a combattere in guerra sperando di andare incontro alla morte.



Alecksjej Aleksandrovic Karenin: marito di Anna, alto funzionario dello Stato, uomo rigido incapace di provare e dimostrare affetto. Molto attento alle apparenze e alle convenzioni sociali, mette in primo piano la carriera e il prestigio e non dedica alla moglie le attenzioni che ella desidera. Quando Anna confessa l’adulterio non concede il divorzio perché lo ritiene contrario ai suoi principi morali e religiosi; per un periodo continuano a vivere come separati in casa e usa il figlio come arma di ricatto per non fare allontanare Anna, non perché ne sia innamorato ma perché uno scandalo nuocerebbe alla sua posizione. Dopo la partenza di Anna egli trova conforto morale e amicizia da Lidija Ivanovna, una vedova che inizialmente era amica della coppia ma si rivela innamorata di Karenin. Tuttavia tra i due non si instaurerà mai una relazione sentimentale, bensì una sorta di complicità basata su una visione bigotta e superstiziosa della vita.





Temendo di incontrare miriadi di personaggi dai nomi impronunciabili avevo anche iniziato a compilare una scheda, ma non è stato necessario proseguirne la compilazione fino in fondo al libro.

... tutto chiaro, vero?


5 commenti:

  1. Sarà che anche i miei appunti di scuola erano incasinati (anche più di tanto) però li trovo comprensibili :D
    Ora non mi preoccupa più la mole di pagine... mi preoccupa che mi cada il libro sulla faccia O.O

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  2. anche a me capita di fare schemini coi libri complessi.
    ;)

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  3. I vostri commenti mi fanno venir voglia di pubblicare lo schemino di 100 anni di solitudine... a breve sui vostri schermi.

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  4. Pensati Guerra e Pace o La Recherche in mono volume!

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    Risposte
    1. è per questo genere di libri che ringrazio l'e-reader!

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Mi fa piacere ricevere i commenti anche se non sono sollecita nel leggerli e rispondere.
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