5 gennaio 2015

Il cielo di Torino


Continuo a stupirmi quando vedo il cielo azzurro, dimenticandomi che il suo colore naturale non è il grigio a cui sono mio malgrado avvezza.
Mi fanno quasi rabbia quelle ingannevoli giornate limpide e gelide tipiche dell’inverno, mi accontenterei di avere orizzonti tersi e splendenti in estate invece di quella intollerabile velatura di umidità.
Sarà indice di meteoropatia ma la confusione climatica mi disorienta e stanca, impedendo il regolare fluire delle stagioni nel mio organismo.
Apprezzo certe giornate cupe autunnali che accompagnano il ritiro dei sensi, necessario come l’introspezione, ma in primavera il sole deve tornare a splendere e far circolare l’energia di modo che, come un albero che espande i suoi germogli, anch’io mi senta rinascere.


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Leggi anche:
Cose che (non) amo dell'autunno
Toponomastica Torinese
(link-fai-da-te by Mira Queen)

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