15 aprile 2018

Mutandine a fiori


Io incarno alla perfezione quel motto che dice “costa meno vestirti che darti da mangiare” sia perché so’ de pasto sia perché in fatto di abbigliamento non sono molto esigente e non seguo né mi interessano moda, tendenze, marche e firme.

Per un paio di stagioni ho inconsapevolmente portato una maglietta (rigorosamente comprata dai cinesi) con una graziosa margherita sulla schiena, mi piaceva un casino! Poi ho iniziato a vederne in giro un po’ troppe e ciò mi ha infastidita, infine ho scoperto che la margherita in questione era il logo di una marca in voga. Che seccatura.


Pochi giorni, fa un banco al mercato proponeva uno stock di negozio: intimo in cotone di varie marche (anche sportive) a un prezzo ridicolo, così ho portato a casa – tra l’altro – delle mutandine su cui erano stampati la famosa margherita e il nome della marca, tanto per non lasciare dubbi. La cosa divertente è stata che quando ho tagliato l’etichetta – operazione che eseguo abitualmente perché, mi prude, mi impiccia, mi dà fastidio – ho notato sulla suddetta un ologramma, neanche fosse una banconota da 20 €. E siccome non c’è mai fine al peggio, il retro dell’etichetta raccomandava di non rimuovere l’ologramma perché esso era la garanzia di autenticità del marchio.

Siamo veramente alla follia, come se una persona sana di mente dovesse preoccuparsi di esibire il certificato di autenticità delle mutande che indossa.




Immagino la scena in un momento intimo:

“Amore, prima di togliermi le mutande vorrei farti notare l’ologramma che ne garantisce il marchio”

oppure

“Ma come?! Le tue mutande non hanno il certificato di autenticità? Mi spiace tesoro, questo raffredda la mia passione”

Ma fatemi il piacere!!



Tutto ciò assomiglia a quel vezzo di indossare a vista l’elastico degli slip (ovviamente griffato). Ma ricordate: chi si preoccupa tanto di esibire le mutande è perché dentro di esse non ha niente che valga la pena far vedere.

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(link-fai-da-te by Mira Queen)






4 commenti:

  1. In america la marca ha sostituito il nome comune del prodotto già da tempo, tipo: "l'uomo che scese dalla Cadillac indossava un paio di Nike. A un certo punto ordinò un Martini ed estrasse il kalashmikov..." La cosa peggiore è che sta prendendo inesorabilmente piede anche da noi. Presto o tardi sarà così: "Togliti le Guru, piccola, e vieni qui sul Morelato" "Ma tu ce l'hai l'Hatu?" "No, l'ho lasciato nella Smart"

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    1. Eh sì questa mania si sta diffondendo anche qua, si dà sempre più importanza al marchio e non alla sostanza. Ad esempio oggetti di bigiotteria in acciaio e altri materiali "volgari" vengono chiamati gioelli solo perchè sono disegnati da uno stilista.

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  2. Probabilmente l'ologramma era frutto di un feticismo... a ognuno il suo, pare.

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    1. L'esibizionismo del marchio, che tristezza.

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Mi fa piacere ricevere i commenti anche se non sono sollecita nel leggerli e rispondere.
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