12 giugno 2012

Libri non letti


Sfogliando una rivista nella sala d’aspetto del dentista ho trovato un test sulla personalità; una delle domande era “Avete mai parlato di un libro che non avete letto?”.
La mia mente ha abbandonato il test e ha iniziato a vagare per i ricordi scolastici. Se ho mai parlato di un libro non letto? Ne ho addirittura fatto delle relazioni scritte!!
Alle superiori avevo una prof di francese che come compito a casa ci faceva preparare delle relazioni su libri letti in lingua originale; a me questo piaceva anche, però spesso la pigrizia prevaleva. Una volta mi limitai a leggere il libro in italiano per fare più in fretta, un’altra volta trovandomi particolarmente incasinata non riuscii nemmeno a fare quello e allora decisi di chiedere a una mia amica (con la quale ci scambiavamo favori scolastici sebbene frequentassimo istituti diversi) di darmi una mano, e le passai il libro da leggere in francese con l’incarico di farmene un riassunto - anche a voce – e poi al resto avrei pensato io. Il giorno prima della consegna del compito la mia amica mi presentò i risultati del suo lavoro: la traduzione dell’intero libro manoscritta con le famose zampe di gallina per cui andava nota, non un riassuntino come le avevo chiesto io. Il tempo stringeva, lessi un paio di capitoli e la quarta di copertina e improvvisai la mia relazione, non eccelsa, ma che valse comunque una sufficienza. Il libro in questione era “Lo Straniero” di Camus e dopo aver scoperto che aveva ispirato la canzone dei Cure “Killing an arab” l’ho poi letto ben due volte (in italiano però).

 Questo episodio si risolse abbastanza bene, però mi viene in mente che nello stesso periodo facemmo uno scherzetto che rischiò di tramutarsi in tragedia (scolastica ovviamente). 

Prima di raccontare l’episodio devo però premettere che la vittima dello scherzo - che chiamerò MrS - era il primo della classe ma non fastidiosamente secchione, era bravo e basta, e quando c’era da cazzeggiare non si tirava mai indietro. A dirla tutta, oltre ad essere il mio vicino di banco a quei tempi era anche il mio migliore amico (pensate se mi fosse stato antipatico cosa gli avrei combinato).
Passiamo ai fatti. La prof di italiano aveva assegnato come compito la lettura del romanzo “Metello” di Vasco Pratolini ma, chissà perché,  MrS aveva deciso di leggere un altro libro dello stesso autore. La mattina dell’interrogazione MrS è colto dal panico perché si rende conto di non essersi preparato sulla cosa giusta e chiede a me e un’altra compagna di raccontargli di cosa parla “Metello”. Io e l’altra bastarda abbiamo immediatamente colto l’occasione e inventato una storia molto fantasiosa di mondo contadino e animali sacrificali in cui Metello era il VITELLO protagonista della storia.
Al momento dell’interrogazione il nostro MrS inizia a parlare di vita, morte e miracoli dello scrittore, facendo agganci al libro che aveva veramente letto e pericolosi riferimenti al mondo contadino tali da farci venire un senso di rimorso, per cui io e l’altra compagna abbiamo iniziato a dare gomitate e fargli gestacci per farlo desistere ma lui sembrava non capire… per fortuna non fece nessuna chiara allusione al vitello. Insomma, non per niente era il primo della classe e parlò a lungo senza dire nulla di compromettente.
Vi risparmio la descrizione delle scene di ira di MrS e degli improperi che ci rivolse quando gli raccontammo di averlo reso vittima di un innocente scherzetto che ci aveva tanto divertite.




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(link-fai-da-te by Mira Queen)

2 commenti:


  1. http://www.anobii.com/books/Come_parlare_di_un_libro_senza_averlo_mai_letto/9788861580107/017eefa3850f1da9b9/
    suggerisco caldamente la lettura di questo libro che mi sembra molto pertinente. un caro saluto, Dede

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  2. Mi sarebbe servito ai tempi della scuola, adesso leggo per il piacere di farlo.

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Mi fa piacere ricevere i commenti anche se non sono sollecita nel leggerli e rispondere.
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