Il 24 giugno, San Giovanni, è giorno
festivo a Torino e la tradizione pagana che celebrava la notte più corta
dell’anno con l’accensione di falò propiziatori si è tramutata in moderni
festeggiamenti con fuochi d’artificio. Questa
che vi racconto è la storia di una comitiva che passò quella notte di festa
sotto le stelle. La bizzarra avventura ebbe luogo nei tempi remoti in cui non
esistevano smartphone, facebook e voli low cost e i giovani si divertivano con
il poco che avevano a disposizione; un rituale collettivo era quello di organizzare
una gita per dare aria alle tende da campeggio come collaudo prima delle
vacanze estive.
Il racconto
Il racconto
Per
trascorrere la notte di mezz’estate i nostri protagonisti cercarono un posto che fosse abbastanza
vicino alla città ma sufficientemente isolato e poco abitato, in modo da
organizzare una festa senza doversi preoccupare del volume degli schiamazzi.
Cosa poteva esserci di meglio della bassa Valle di Susa? All’epoca non era
nemmeno stata terminata l’autostrada, meno che mai si pensava al treno ad alta
velocità e la vallata non era certo presidiata da forze dell’ordine in assetto
antisommossa: oggi una cosa del genere non si potrebbe più fare.
L'accampamento viene piazzato in
una radura erbosa, vicino ai ruderi di un antico castello da cui si gode di
un'ampia vista sulla valle teatro di tanta storia e leggenda, dalla via
francigena agli elefanti di Annibale ma è soprattutto il Musinè, la montagna
magica con la croce sulla vetta e le tracce degli UFO sulle pendici, ad imporre la propria presenza di fronte all'improvvisato
campeggio. L'ambiente circostante ispira così gli immancabili racconti che
spaziano dai fantasmi del castello, alla notte delle streghe passando per gli
extraterrestri sul monte, suggestionando la fantasia del gruppo; i brividi, lo
stupore e l'incredulità diventano il condimento speciale agli ingredienti
classici per una notte fuori casa come questa: birra a fiumi, qualche canna,
musica, chitarre e canti intorno al falò, corteggiamenti.
Il tempo trascorreva lietamente e
ognuno cercava di celebrare al meglio la notte magica, la festa si era
notevolmente animata con il costante arrivo di nuovi amici e, come sempre in questi casi, si erano formati gruppetti
di persone più affiatate tra loro.
Mirko era uno dei più piccoli, suonava la chitarra e si sarebbe detto bello e dannato come Kurt Cobain, se solo quest'ultimo fosse stato già famoso; la timida Gisella era molto affascinata dalla sua aria da ragazzo perduto. Lei era un po' l'esoterica del gruppo, aveva letto i libri di Giuditta Dembech e conosceva molte storie misteriose e aneddoti su streghe e leggende dei luoghi che raccontava tremando impaurita dalle sue stesse parole. Giulio era arrivato arrancando con la Vespa su per i tornanti e ora anche lui raccontava storie paurose di alieni sul Musinè sperando che Sofia, spaventata, sarebbe andata a cercare protezione e conforto tra le sue braccia, ma lei invece era scettica e superficiale, come la sua amica Betta la pazza, e continuava a ridere e flirtare con tutti. Alberto era relegato nell’eterno ruolo di quello simpatico alle ragazze (simpatico e basta), la spalla perfetta di Samuele il quale invece, pur non essendo particolarmente bello, aveva quel certo fascino che piaceva a tutte. Samuele aveva sempre approfittato del suo ascendente sulle ragazze e finiva per spezzare loro il cuore, ma da qualche tempo aveva occhi solo per Ramona così diversa dalle altre del gruppo che gli giravano intorno: era svagata da sembrare indifferente ma quando i loro sguardi si incontravano il mondo smetteva per un istante di girare. La loro storia era iniziata da poco, forse non sarebbe stato l'amore di tutta la vita, ma era senz'altro il grande amore di quell’età di passaggio che stavano vivendo e quella notte sotto le stelle sarebbe stata speciale.

Mirko era uno dei più piccoli, suonava la chitarra e si sarebbe detto bello e dannato come Kurt Cobain, se solo quest'ultimo fosse stato già famoso; la timida Gisella era molto affascinata dalla sua aria da ragazzo perduto. Lei era un po' l'esoterica del gruppo, aveva letto i libri di Giuditta Dembech e conosceva molte storie misteriose e aneddoti su streghe e leggende dei luoghi che raccontava tremando impaurita dalle sue stesse parole. Giulio era arrivato arrancando con la Vespa su per i tornanti e ora anche lui raccontava storie paurose di alieni sul Musinè sperando che Sofia, spaventata, sarebbe andata a cercare protezione e conforto tra le sue braccia, ma lei invece era scettica e superficiale, come la sua amica Betta la pazza, e continuava a ridere e flirtare con tutti. Alberto era relegato nell’eterno ruolo di quello simpatico alle ragazze (simpatico e basta), la spalla perfetta di Samuele il quale invece, pur non essendo particolarmente bello, aveva quel certo fascino che piaceva a tutte. Samuele aveva sempre approfittato del suo ascendente sulle ragazze e finiva per spezzare loro il cuore, ma da qualche tempo aveva occhi solo per Ramona così diversa dalle altre del gruppo che gli giravano intorno: era svagata da sembrare indifferente ma quando i loro sguardi si incontravano il mondo smetteva per un istante di girare. La loro storia era iniziata da poco, forse non sarebbe stato l'amore di tutta la vita, ma era senz'altro il grande amore di quell’età di passaggio che stavano vivendo e quella notte sotto le stelle sarebbe stata speciale.
Dopo diverse ore
trascorse a ballare intorno al fuoco, bere e fumare, il baccanale va
esaurendosi, le danze sfrenate si dissolvono tramutandosi in canzoni e
chiacchiere sottovoce, mentre le storie raccontate con le tenebre sembrano
ancora più misteriose e spaventose. Qualcuno già dorme, altri sono crollati
ubriachi, Samuele e Ramona mano nella mano si allontanano dall'accampamento e
dagli sguardi degli amici ancora svegli, andando alla ricerca di un posto
appartato per un po' di intimità.
-o-o-
Le leggende popolari
hanno spesso un fondamento di verità: mentre i giovani cittadini sono intenti a
celebrare il loro rituale estivo, sul Musinè - di fronte a loro sull’altro versante
della valle - un’astronave extraterrestre atterra senza essere scorta da
nessuno. Gli alieni erano già stati altre volte in perlustrazione servendosi
del monte come base e dopo vari sopralluoghi è giunta la notte in cui devono
agire. La missione è semplice: annientare l’umanità e prendere possesso del
verde pianeta, liberandolo così dall’asservimento a quelle creature che
dimostrano di non meritare il mondo in cui vivono devastando, deturpando e
inquinando. Sarà uno scherzo per una civiltà evoluta come la loro eliminare
quegli esseri inferiori così sbagliati e ripristinare l’equilibrio cosmico.
Prima di
passare all’azione gli alieni sono però attratti dalle luci dei falò sull’altro
lato della valle solitamente buio e disabitato e si fermano ad osservare da
lontano per capire se ciò che sta accadendo possa rappresentare un intoppo alla
loro missione. Fino a quella notte avevano seguito i movimenti di masse informi
di umani nelle città o lungo le strade trafficate, ma quello che ora avevano
dinnanzi era qualcosa di diverso che valeva la pena approfondire un po': il
comportamento di quei giovani aveva qualcosa di ancestrale e un po’ animalesco
che li incuriosiva, in particolare quello dei due che si erano allontanati nel
buio.
-o-o-
Seduti sul prato con
l'ultima bottiglia di birra, guardando l'orizzonte tra un bacio e l'altro, come
se vedessero ogni cosa con occhi nuovi, i loro sguardi colgono le luci
dell'astronave in lontananza senza capire di cosa si tratti. Annebbiati
dall'alcool e dalla felicità di quel momento i due ridono, pensando di essersi
fatti suggestionare da tutte le sciocchezze sul monte magico sentite quella
sera.
- “Vedi quelle luci laggiù?
Sono gli UFO”
- “Mi sa che abbiamo bevuto
troppo, sono i fuochi d’artificio di san Giovanni”
Ma l’unica luce che davvero li
interessa è quella che brilla nei loro occhi mentre si sdraiano sull'erba
fresca. Stavano vivendo nella condizione ottimale di essere giovani e
innamorati, di sentirsi leggeri e liberi da tutto, unici al mondo, pervasi di
un'energia che avrebbe fatto impallidire il big bang; sarebbe potuta accadere
qualunque cosa intorno a loro e non se ne sarebbero accorti, intenti come erano
ad esplorarsi e ad assaporare quel momento di passione, persi in un abbraccio
che li portava al di sopra di tutto.
Altro che
Musinè magico! La vera magia era quella dei loro corpi uniti in una notte
d’estate, una sinfonia che faceva vibrare l’intero universo.
-o-o-
Gli alieni osservano increduli e
stupefatti. Nel corso delle loro spedizioni terrestri non avevano mai assistito
a una cosa del genere, mai registrato tali vibrazioni positive; forse i
terrestri meritano ancora una possibilità di salvezza se sono in grado di
amarsi e sprigionare tale energia. Il verdetto è sospeso, la missione
annullata, l'umanità ignara per il momento graziata.
L’astronave riparte silenziosa
come era arrivata, lasciando a terra soltanto una traccia di erba bruciata che
fornirà nuovo argomento di discussione l'indomani tra ufologi e scettici –
comunque nulla in confronto a quella fumata dall'allegra combriccola – accende
le luci solo quando è già molto alta in cielo.
-o-o-
Forse quei luoghi hanno davvero
qualcosa di stregato e nel corso di quella notte così particolare si sono verificati
dei fatti che hanno quasi del sovrannaturale: la Vespa di Giulio ha smesso di
ingolfarsi e lui ora sta scorazzando per la radura ridendo come un bambino;
Gisella ha vinto la paura e si è avvicinata a Mirko che non era così
‘selvatico’ come sembrava; Alberto ha capito che poco importa se non fa colpo
sulle ragazze perché in compenso piace molto ai ragazzi e questa scoperta lo
rende finalmente felice.
Ignari di tutto ciò che stava
succedendo intorno, Ramona e Samuele senza farsi promesse troppo grandi per la
loro età si sono amati come se fossero stati i primi e gli ultimi a farlo, con
passione ed entusiasmo. ma anche con un senso di urgenza come se non ci dovesse
essere un domani e il mondo avesse dovuto finire quella notte. [e in effetti
anche se loro non lo sapevano, il rischio c’era stato davvero]
Ora, nudi e felici, distesi sul
prato i due giovani amanti rivolgono lo sguardo alla volta stellata e vedono la
scia luminosa della navicella che si sta allontanando.
- “Guarda, una stella cadente!
Esprimi un desiderio”.
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Leggi anche:
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Wish you were here e l'Olandese solitario
Sensazioni forti
(link-fai-da-te by Mira Queen)
Un racconto affascinante dall'inizio alla fine! E ancora una volta la fortuna assiste il genere umano...
RispondiEliminaGrazie, grazie. Più che la fortuna la buona vena della "scrittrice" ha assistito l'umanità. :D
EliminaBello!
RispondiEliminaMa... e se tornassero oggi? Ce la caveremmo ancora?
Se tornassero oggi verrebbero scambiati per dei manifestanti NoTav e arrestati... l'umanità ha sempre un Fattore C molto alto.
EliminaMinkiacheppezzo... grande Miraqueen.
RispondiEliminaMinkia grazzzie neh
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