17 marzo 2015

Umorismo Fotografico: I nomi dei luoghi

Dovrei davvero approfondire l’argomento in modo serio perché la denominazione di vie e piazze ha molto da dire sulla storia e sulla cultura dei luoghi, in questa sede però preferisco focalizzare l’attenzione sull’aspetto comico della toponomastica.
Ho già parlato delle stranezze e particolarità di Torino ( qui ) ma in fondo noi non siamo poi così strani, ecco un bel campionario di strade che non sfigurerebbero in una nuova versione del gioco del Monopoli, anzi, lo renderebbero persino più divertente. Ve lo immaginate? Viale del Tramonto angolo Piazza La Tenda.

Abu Dhabi: nomi di famiglia... e io mi lamento di Vittorio, Amedeo, Emanuele

Venezia: chi è la Siora Bettina?


San Sebastian. Ma questa la conoscete già.
Venezia: e davanti l'archivio?


Pamplona: "esci se puoi" per una via senza uscita


E come se non bastassero le insegne con i nomi delle vie, ci sono anche i cartelli dei segnali stradali tra il serio, il faceto... e l'inquietante.

Vancouver: molto british humor


San Francisco, USA. Rota degli esposti  2014
Amsterdam: riserva per astemi



































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 Leggi anche:

Altri segnali stradali comici
Sta arrivando
Sconsiglidi viaggio 2
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5 marzo 2015

Il collaudo spaziale

INTRODUZIONE


L’ultima drammatica missione dell’astronauta e il suo commovente epilogo è stata narrata qui da Papillon che avrebbe dovuto anche raccontarvi la prima tragicomica avventura. L’italo americano Jack Leone non era certo un tipo fortunato e le avvisaglie del suo destino si sarebbero potute scorgere sin dalla prima spedizione solitaria: in quel frangente si verificarono infatti accadimenti a dir poco bizzarri.
Ma visto che non l'ha fatto lui,  vi racconto io questa storia, che potremmo chiamare l’antefatto (e non il prequel) tanto per fare un po’ come va di moda adesso al cinema.



25 febbraio 2015

Vigne in città


A metà strada tra Piazza Vittorio (la piazza più bella del mondo) e il Monte dei Cappuccini sorge la residenza sabauda chiamata Villa della Regina.  
L’edificio e i giardini sono rimasti per anni in uno stato di totale abbandono; ricordo che da bambina andavo in bicicletta lungo il viale alberato di accesso per poi affacciarmi a curiosare tra le inferriate del cancello chiuso con un catenaccio: quel giardino con statue e fontane mi affascinava, faceva volare la mia fantasia e chiedevo ai miei genitori perché non si potesse entrare a giocare lì dentro.

Fortunatamente, prima che tutto cadesse a pezzi in balia dei rovi, è stato avviato un lavoro di recupero e restauro che ha permesso di salvare questo gioiellino e di poter fruire anche della meravigliosa vista che si gode sulla città.
E’ stato ripristinato e valorizzato anche l’antico vigneto che ora produce, seppure in modeste quantità, un pregiato vino.
 
panorama in una giornata di vento
 







vigna e giardini





Io invece sono una Regina senza villa e senza giardini, ma sul balcone ben esposto al sole, l’uva cresce che è una meraviglia! Ecco il mio vino.

vino di casa Regina di Mirafiori




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Leggi anche:
The Hanging Garden
Ho fatto la pipì 6^ puntata
Pensieri sparsi
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1 febbraio 2015

Rubrica: Ho fatto la pipì 10^ puntata

Il fatto che sia trascorso un po' di tempo dall'ultimo aggiornamento di questa rubrica può significare che la mia vita mondana e sociale non sia stata molto intensa, oppure che abbia frequentato sempre i soliti locali.
Entrambe le affermazioni sono vere, anche se un po' di novità ci sono.

Trattoria La Cena Coi Fiocchi in via Spano. Fiori freschi e pot pourri profumati sulle mensole; tavolino sedia e accessori in ferro battuto coordinati  e, come se tutto ciò non bastasse, in un angolo, una statua a grandezza naturale della Venere di Milo avvolta in un velo blu. Delizioso!
Pizzeria Queendici in piazza Peyron. Colori allegri e arredi identici a quelli dell'intero locale. Coerente.
Pippo Paranza in via Bellezia. Come capita in molti locali del centro il bagno è nell'androne: piccolo ma pulito, sorprendentemente c'è il wc e non la turca, le pareti sono dipinte di bianco e blu come le salette all'interno.

l'uovo o la gallina?
Lanificio San Salvatore a San Salvario. Pavimento e pareti interamente rivestiti di linoleum nero, alleggerito da uno specchio a figura intera e questa scritta sibillina... riflettete.


Queen Victoria Pub in via Casana. Potrei anche sorvolare sul fatto che sia angusto e spoglio, che i colori siano mal abbinati e che sia sporco... ma  che minchia ci significa un asciugamani ad aria posizionato sopra la testa?!?
Trattoria Primavera in via Perugia. Di buono c'è che non bisogna uscire nel cortile, per il resto è la solita turca arredata di tristezza.
questo è Rousseau, non il bagno
Due locali adiacenti in via Giulia di Barolo: In Vino Veritas il classico cesso alla turca nel cortile; Barricata bagno interno dalle pareti con decorazioni forestali più che floreali... ricorda tanto i dipinti naïf di Henry Rousseau.







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Leggi anche:
Pipì 2^ puntata
Comicità involontaria
Crisi di identità
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19 gennaio 2015

Never Felt So (c)Old


The Last Day Of Summer

Ci sono canzoni che colpiscono al primo ascolto e ti rimangono nel cuore, questa è una: la trovo di una bellezza struggente! Semplice e intensa, pervasa di quella malinconia tipica dei momenti in cui si fanno i bilanci della propria vita e si pensa al tempo che passa, a volte invano, quando l’estate della vita volge inesorabilmente verso l’autunno e a nulla serve voltarsi indietro.

Il calendario dice che siamo in pieno inverno e tra poco è il mio compleanno…

 
The Cure - The Last Day Of Summer (live 2002)

Nothing I am  
Nothing I dream  
Nothing is new  
Nothing I think or believe in or say
 Nothing is true
 It used to be so easy
 I never even tried
 Yeah it used to be so easy...
 But the last day of summer
 Never felt so cold  

The last day of summer  
Never felt so old  
Never felt so...
  

All that I have
All that I hold
All that is wrong
All that I feel for or trust in or love
All that is gone
It used to be so easy
I never even tried
Yeah it used to be so easy...
But the last day of summer
Never felt so cold
The last day of summer
Never felt so old
The last day of summer
Never felt so cold
Never felt so...

    

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Leggi anche:
Temporali pomeridiani
Enjoy the silence
Capitano mio capitano
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10 gennaio 2015

Consigli di lettura

Ho scoperto da poco su questo blog l’iniziativa “The Reading Challenge 2015”e mi sembra che si tratti di un gioco divertente per chi ama leggere. In generale non sono molto ligia alle regole e quindi parteciperò a modo mio, cioè leggendo quello che mi va senza farmi condizionare dalla lista e verificando alla fine quanti punti avrò totalizzato, magari darò degli aggiornamenti periodici…

Questa sfida per incentivare la lettura mi ha dato l’ispirazione per stilare una sorta di “Decalogo del Buon Lettore”, cioè regole che dovrebbero essere applicate ogni anno (ma che io per prima non seguo) e magari provare a vedere alla fine i risultati raggiunti, giusto per giocare un po’ con i libri e mettersi alla prova.

DA FARE
Leggere un classico
Leggere un saggio o un libro di storia, insomma non di narrativa
Leggere un libro di poesie (almeno una sola, misera poesia?)
Leggere un autore che si ama
Scoprire un autore che non si conosceva
Leggere un autore esordiente
Leggere libri scritti sia da donne sia da uomini (e magari anche da bambini)
Leggere un libro uscito nell’anno in corso
Rileggere un libro che era piaciuto o dare una seconda possibilità a uno non terminato
Leggere un libro del proprio genere narrativo preferito
Sperimentare un libro di un genere mai letto (es un giallo se si amano i libri romantici e così via)
Leggere un autore della propria nazionalità
Leggere un autore di un Paese che si conosce poco
Farsi prestare o consigliare un libro a sorpresa da un amico
Leggere un libro in una lingua diversa dalla propria (sempre più difficile!)

E alla faccia del decalogo, visto che ho già elencato 15 punti aggiungo anche

DA NON FARE
Comprare non-libri scritti da ghost writers a nome di personaggi TV, calciatori o simili (al limite leggeteli se li trovate nella sala d’aspetto del dentista)
Comprare i volumi di una trilogia tutti insieme, ma provare a leggere il primo per vedere se piace
Leggere i libri annunciati come best sellers ancora prima di uscire
Credere troppo a quelli che scrivono liste per darvi consigli


Quindi buona lettura e soprattutto ricordate che la regola regina (ovviamente) è quella di leggere il mio blog e magari anche quelli dei miei amici.


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Leggi anche:
E-book vs Libro 
Libri non letti
La seconda settimana di scuola
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5 gennaio 2015

Il cielo di Torino


Continuo a stupirmi quando vedo il cielo azzurro, dimenticandomi che il suo colore naturale non è il grigio a cui sono mio malgrado avvezza.
Mi fanno quasi rabbia quelle ingannevoli giornate limpide e gelide tipiche dell’inverno, mi accontenterei di avere orizzonti tersi e splendenti in estate invece di quella intollerabile velatura di umidità.
Sarà indice di meteoropatia ma la confusione climatica mi disorienta e stanca, impedendo il regolare fluire delle stagioni nel mio organismo.
Apprezzo certe giornate cupe autunnali che accompagnano il ritiro dei sensi, necessario come l’introspezione, ma in primavera il sole deve tornare a splendere e far circolare l’energia di modo che, come un albero che espande i suoi germogli, anch’io mi senta rinascere.


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Leggi anche:
Cose che (non) amo dell'autunno
Toponomastica Torinese
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24 dicembre 2014

La canzone del giorno

Coriandoli a Natale


Un brevissimo post, in questi giorni mi sembra appropriato ascoltare un brano di Gigi Restagno, musicista torinese prematuramente scomparso.
Forse molti di voi conoscono la versione  dei Subsonica, io vi propongo l'originale.




 






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Leggi anche:
(link-fai-da-te by Mira Queen)

20 dicembre 2014

Super Babbo


Quest’anno l'avvicinarsi del natale mi sta dando meno fastidio del solito (ne sono quasi preoccupata) e non vi propino la solita invettiva ma cerco invece di mettere un po’ di ordine nei miei pensieri a proposito della festa più comandata di tutte.

Tra storia e leggenda sappiamo che il culto solare romano del Sol Invictus celebrava il 25 dicembre il momento dell'anno in cui la durata del giorno iniziava ad aumentare dopo il solstizio d’inverno, festeggiando così la rinascita del sole. Non sappiamo invece con esattezza la vera data data di nascita di Gesù, comunque dopo circa 300 anni,  fu proclamato il festeggiamento della sua natività in sovrapposizione alla festa pagana del sole.
Il personaggio che oggi viene chiamato Babbo Natale o Santa Claus deriva invece da San Nicola che si festeggia il 6 dicembre. (Qui notizie sull'origine)  
Tempi moderni. Non mi è molto chiaro come San Nicola sia diventato Babbo Natale, ma malignamente posso ipotizzare che lo spostamento di data dal 6 al 25 dicembre vada motivato dal fatto che la 13^ mensilità viene pagata ai lavoratori solo a metà mese, quindi la consegna dei regali da parte di Babbo Nicola Natale sia stata accorpata alla festività più famosa per favorire i consumi e far girare l’economia.
Babbo Natale non è comunque un personaggio ideato dalla Cola Cola come si è soliti dire, anche se è innegabile che il marchio ne abbia legato a sé l’iconografia più di chiunque altro… e a proposito, l’avete osservato bene? Sembra un supereroe anziano e obeso, con quella divisa rossa così pacchiana e il ventre dilatato dall’assunzione della bevanda gassata di cui sopra. Se ne va in giro con una slitta trainata da renne volanti - che forse altro non è che una macchina sportiva taroccata alla stragrande - e con l’autoradio a tutto volume diffonde canzoncine natalizie; è talmente invadente che pur di entrare a curiosare in casa dei vicini si cala dal camino (e chissà cosa si “cala”) oppure si arrampica alle ringhiere dei balconi, rimanendovi a volte appeso sino all’estate.
Insomma, il nostro vecchietto è davvero un tamarro! E meno male che la sua residenza ufficiale è vicino al Polo Nord, perché se fosse originario di un paese mediterraneo si sarebbero scatenati tutti i luoghi comuni sui meridionali casinisti.
In conclusione. Stabilite voi se e cosa festeggiare il 25 dicembre, per quanto mi riguarda, tra rinascita del sole, santi, bambini, babbi, tredicesime e consumismo sono confusa più di prima. Meno male che arriverà la Befana a spazzare via tutto.


Babbo Natale in un momento di relax estivo

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Leggi anche:
Ricetta con gli avanzi di panettone
Allergia al natale 
Lo sapevo!
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2 dicembre 2014

Come porti i capelli bella bionda


Sto leggendo l’autobiografia di Rod Stewart, davvero divertente e magari prima o poi ne parlerò in maniera più dettagliata, ma al momento mi interessa soffermarmi su un argomento che viene trattato con la dovuta importanza: l’acconciatura dei capelli.
Dopo i primi capitoli della suddetta biografia, alcune pagine vengono dedicate alla
“Digressione. Dove il nostro eroe, senza lesinare dettagli, parla della sua chioma”
in cui il buon Rod si profonde in spiegazioni sulla creazione e sulla cura di quel taglio di capelli che è il suo marchio di fabbrica, sottolineando anche che da 45 anni porta la stessa acconciatura, così come la Regina (di Inghilterra ovviamente, non di Mirafiori).

 “Pensate che capelli come i miei siano frutto del caso? Proprio per niente. Bisogna lavorarci.”