1 aprile 2011

Il Professor Ottolenghi


Questo divertente episodio ebbe luogo oltre dieci anni fa e visto il tempo trascorso e la figura da babbalona che feci sarebbe bene che chiudessi qui il racconto, ma dato che ho il gusto dell’autoironia e soprattutto ogni volta che ci ripenso mi viene da ridere, ve lo racconto.
La vicenda si svolse - come già detto - una decina di anni fa in una giornata lavorativa di agosto; a quei tempi nel mio settore ma in un ufficio diverso lavorava il simpaticissimo PV noto per la battuta sagace e lo scherzo sempre pronto… purtroppo per me non lo conoscevo ancora molto bene.
Ad agosto in genere c’è poco da fare e si finisce per dedicarsi a quei lavori di "riordino" o altre seccature simili che durante l’anno non si ha tempo di fare; io mi stavo quindi tranquillamente barcamenando in queste attività a basso contenuto intellettuale quando il mio capo decise di affibbiarmi un lavoro impegnativo e ovviamente urgente che forse stava tenendo in serbo per me da gennaio. In quello stesso giorno PV mi individuò come vittima per uno scherzo.

20 marzo 2011

Rubrica: ho fatto la pipì 2^ puntata


Riprendo la rubrica che ha avuto uno strepitoso successo di pubblico e di critica!!!

Devo subito iniziare cospargendomi il capo di cenere perché nella prima puntata – quella in cui facevo una specie di riassunto de “il meglio e il peggio degli anni passati” - ho commesso una grave dimenticanza: non ho menzionato i Fratelli Marx di corso Regina (non il cinema che si trova in corso Belgio – sempre i soliti problemi con la toponomastica torinese). Come ho potuto dimenticare questo bagno così lungamente frequentato!?!
La caratteristica principale del suddetto è l’ubicazione; difatti si trova accanto, anzi proprio attaccato alla porta della cucina che però non ha porta e quindi prima di andare a fare la pipì puoi buttare anche un’occhiata a cosa sta friggendo… e se ordini un cheese-burger temi sempre di vederti arrivare un cess-burger.
Per il resto è un ampio ambiente arredato di squallore e desolazione.

Tolto questo peso dalla coscienza inizio con le nuove recensioni e la prima è una piacevole novità.

Da tempo non percorrevo un lungo tragitto in treno e da ancora più tempo evitavo accuratamente di frequentarne i bagni. Recentemente però ho preso un treno - un Eurostar abbastanza nuovo, non i carri bestiame abitualmente usati per deportare i pendolari nelle ore di punta – e data l’impellenza del bisogno, mi sono fatta coraggio e sono entrata in bagno. Stupore!! Un ambiente pulito e vagamente profumato di deodorante (ma forse era della signora entrata prima di me), con dei sanitari degni di questo nome, un ripiano di finto marmo intorno al lavandino, ben due specchi di cui uno a figura intera. E poi ancora la carta igienica, quella vera! non i ruvidi tovagliolini marchiati FS di una volta. Non dico che avrei trascorso lì dentro tutto il viaggio, ma non è stata nemmeno la breve discesa nel girone infernale che mi aspettavo di dover intraprendere.

Ristorante 011 di via S. Francesco da Paola: bagno ampio e pulito, ben curato come tutto il locale, ma quei marmi scuri che ricoprono le pareti hanno un’aria veramente funebre… soste brevi e grattatine scaramantiche.

Circolo Caleidos in via Dandolo (l’ottavo nano): raro esempio di bagno a chiocciola. Il locale è composto da un intrico di sale e salette su più livelli e quindi per arrivare al bagno dalla sala principale bisogna salire per una rampa di scale e poi scendere e girare… o scendere e poi salire e quindi girare? Insomma, non aspettate l’ultimo minuto!

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Leggi anche:
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28 febbraio 2011

Bollettino dei naviganti



Siamo connessi a tutto il mondo, eppure siamo sempre più soli e i rapporti reali sempre più difficili.
Ciò che una volta restava chiuso nei diari personali oggi viene messo in rete.
Da naviganti si è diventati naufraghi i cui messaggi sono affidati a virtuali bottiglie nella speranza che qualcuno legga, nell’intima certezza che nessuno verrà a salvarci in questo mare di solitudine.



2 febbraio 2011

Cetto LaQualunque e la vera campagna elettorale


Fantastico personaggio Cetto La Qualunque anche se come dice l'autore ed interprete Antonio Albanese ormai è diventato un moderato. Sappiamo benissimo che la realtà supera sempre la fantasia e quindi vi racconto dei cartelloni elettorali che si vedono in giro per Torino.

L’anno scorso ci sono state le elezioni regionali, quelle dei ricorsi-controricorsi-riconteggi tanto per capirci. Qualche settimana prima della fine della legislatura il consigliere uscente e candidato dei Pensionati, anzi no dei Consumatori, anzi sì dei Pensionati, riempiva la città con dei manifesti in cui veniva raffigurato in catene e lo slogan rubato a Vasco “C’è chi dice no”. Ovviamente non era per niente chiaro chi dicesse no a cosa, ma sicuramente alla vista di Giovine (il suddetto candidato) in catene molta gente diceva sì. Tra l’altro il nostro candidato (rieletto) ha in corso un processo per aver presentato la lista con delle firme false e quindi chissà che quell’immagine non sia profetica delle manette che dovranno scattargli ai polsi.

Ma la creatività elettorale non finisce qui. A breve ci saranno le elezioni comunali e il candidato Marra fa la sua prima apparizione con lo slogan "POLITICAMENTE VERGI...ne". (leggi neh come diciamo noi piemontesi). In seguito decide di porre fine a questa sua condizione di verginità e per un brevissimo periodo viene affisso uno sconcertante manifesto in cui lui armato di scopa tricolore propone "SCOPIAMO... via la vecchia politica".
Il candidato Marrone invece propone un cartellone a sfondo di color marrone su cui è scritto "Torino è in rosso. Cambiamo colore". Ammetto che il gioco di parole mi sarebbe piaciuto se il candidato in questione si fosse chiamato Giallo, Verde, Blu, Rosa, Arancio o qualsiasi altro colore... ma  Marrone... ma come si fa?!? chi è quel cretino che gli ha consigliato una simile campagna pubblicitaria?!?

Insomma siamo proprio messi male ed è quasi più serio Cetto La Qualunque, almeno il suo programma è chiaro e privo di fraintendimenti: pane al pane e pilu al pilu.


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Leggi anche:
Cartelli elettorali
Gli italiani e le lingue straniere
il collaudo spaziale
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1 febbraio 2011

Rubrica: ho fatto la pipì

Questa interessante rubrica non vuole tenervi aggiornati sulle mie funzioni fisiologiche - se proprio vi interessa l'argomento potete consultare l'apposito Schema Internazionale delle Evacuazioni  - bensì fornire delle recensioni sulle toilettes dei locali di Torino e dintorni.
 
La rubrica è nuova ma l'utilizzo dei bagni no; quindi mi sembra giusto iniziare con una raccolta del meglio e del peggio.

Si parte sempre con le brutte notizie, no?
* Mc Ryans di strada Carignano: bagno (anzi cesso) sporco, scassato,  privo dei fondamentali e tenuto malissimo... faceva così schifo che il locale si è trasferito altrove.
* Pizzeria Opificio di Rivoli: non si può dire che sia brutto o sporco o antiquato, ma è comunque terribile, troppo minimalista, i sanitari sono concettuali e poco funzionali, le pareti sono dipinte di nero e per giunta  l'illuminazione è scarsissima... veramente ostile.
* Free Volo (per gli amici Dolce Pipì) nel cuore del Quadrilatero Romano: locale di moda e cesso all'antica nel cortile.
* Pizzeria Poldo in via Di Nanni: altro locale storico e altro cesso all'antica nel cortile.

A proposito di cortili, come non citare il Filtro (che ora ha cambiato nome, gestione e chissà che altro) in corso Regina. Come molti locali del centro aveva il bagno in cortile ma, diversamente dagli altri, per andarvi bisognava passare dal portone del condominio o qualcosa del genere e quindi si disturbava la quiete del vicinato. La soluzione al problema degli schiamazzi notturni fu molto semplice: dopo una certa ora non veniva più data la chiave e se ti scappava erano problemi tuoi.  Non sono in grade di fornire una recensione dato che il locale l'ho sempre frequentato dopo l'orario di chiusura del bagno e la pipì me la sono sempre portata a casa.

Passiamo ora a quelli belli.
*Pizzeria 8 3/4 in piazza Solferino: bagno arredato in stile con il locale e dipinto con gradevoli colori pastello
* Arancia di Mezzanotte sempre al Quadrilatero Romano: a parte la porta scorrevole che trae in inganno solo me, è uno dei bagni più belli della zona
* Divina Commedia in via San Donato: il bagno si trova in "paradiso" ed è davvero particolare perchè le pareti sono decorate con una serie di piccole foto di uomini e donne che osservano, sbirciano, ridono e apprezzano. Non è per timidi.
*Pizzeria Monachella in piazza "Carlina": semplice e pulito, la particolarità è un grazioso tavolino con le riviste... per le sedute lunghe.

Che peccato, non ci sono più!!
* Riverside Murazzi: non c'è proprio più il locale che aveva un delizioso bagnetto dipinto di un verde scuro un po' azzurrato con le stelline argentate sul soffitto
*Tobiko in via Alfieri: da quando ha rinnovato l'arredamento è scomparso dal bagno il giardinetto zen che lo rendeva particolare




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I nomi dei luoghi
Scritte sui muri
Ubriacature
(link-fai-da-te by Mira Queen)