24 aprile 2014

Esistenzialismi (pensieri sparsi)


♠ Viaggiando in autobus mi è sempre piaciuto ascoltare le chiacchiere della gente, ora osservo persone che accarezzano schermi, ascolto monologhi senza sapere cosa risponda l’interlocutore.
Sempre connessi alla rete, guardando fisso, abbiamo il mondo a portata di mano e non sappiamo cosa farcene; ogni insignificante gesto ha valore solo se viene condiviso pubblicamente e intanto si è persa la capacità di comunicare veramente.



♠ Se punti un dito verso il cielo per indicare la luna
Gli sciocchi guarderanno il tuo dito.
Se dici che in cielo ci sono milioni di stelle
Tutti ti crederanno.
Se appenderai un cartello
Per avvisare che la vernice è fresca
Ci sarà sempre qualcuno
Che vorrà toccare per vedere se è vero.

20 aprile 2014

La Saga del Minotauro (gli albori del mito)

Avevo già fatto un accenno a lui in precedenza e vi invito ad andare a rileggere questa sorta di episodio pilota, ma prima di iniziare a raccontarne le avventure devo introdurre il personaggio come si deve.

Il Minotauro non è una creatura dell’immaginario ma una persona reale, sono le sue gesta (o sarebbe meglio dire gestacci) a renderlo mitologico.

14 aprile 2014

Rubrica: Ho fatto la pipì - 8^ puntata


Ultimamente ho frequentato sempre i soliti locali e non ho molto materiale nuovo, comunque qualche aggiornamento interessante ve lo propongo.

Ristorante Tacos Locos corso Casale: è esattamente il tipo di arredamento che ci si aspetterebbe in un ristorante messicano per i colori utilizzati e le piastrelle stile maioliche… ma qualcuno mi spiega cosa c’entra un bidoncino verde a forma di ranocchio sorridente che ammicca da sotto il lavandino?

2 aprile 2014

Umorismo Fotografico: Segnali stradali

Oggi non mi dilungo in commenti - solo qualche didascalia - e lascio che siano le immagini a parlare.

 gli ospiti non sono graditi


attraversamento spinoso


Abu Dhabi - se non si indossa l'abito tradizionale le auto non si fermano


chi è il controllore del parcheggio?


12 marzo 2014

Stupidario da ufficio


Mi ero promessa che in questo blog non avrei trattato gli argomenti calcio, politica e lavoro, ma devo venire meno al mio proposito perché, nell’ultimo anno in particolare, nell’ufficio dove lavoro si è verificata una serie di episodi quasi surreali che più volte mi hanno fatto venire voglia di raccogliere il tutto in uno “stupidario”.
Devo però inquadrare gli episodi nel loro contesto: lavoro all'archivio di una grande azienda e il mio ufficio funge da raccordo e fornisce agli altri uffici consulenza archivistica, quindi una buona fetta di attività consiste nel rispondere alle telefonate dei colleghi in difficoltà.

La domanda ricorrente che viene posta, così nuda e cruda come ve la scrivo, è : “perché non riesco a protocollare?” e io a questo punto dovrei prendere la sfera di cristallo per indovinare quale problema archivistico, informatico o mentale stia impedendo al collega di svolgere il proprio lavoro e quindi accorrere in suo aiuto.

Ma ci sono anche personaggi più fantasiosi… ecco alcuni simpatici aneddoti. Scritto tra parentesi ciò che penso ma che non esprimo ad alta voce.

5 marzo 2014

Risvegli


Al mattino ho l’abitudine di svegliarmi con la radio sintonizzata su una stazione che trasmette musica rock. Mentre mi preparo, in sottofondo passano Led Zeppelin, David Bowie, Clash che mi fanno iniziare bene la giornata; poi esco di casa per andare al lavoro, nella stazione della metropolitana la filodiffusione trasmette Laura Pausini, Nek, Rihanna e simili… e mi rimangono in testa ad infastidirmi per tutta la mattinata!

27 febbraio 2014

Sulle orme di Sandokan - Viaggio in Borneo


In questo blog finora ho solo trattato la parte scherzosa dei miei viaggi facendomi beffe di alcune località visitate che non valevano la pena e non ho mai parlato seriamente dei posti che mi sono piaciuti. Questi ultimi sono davvero tanti, da ogni viaggio sono sempre tornata con un bagaglio di emozioni ed esperienze che mi hanno arricchita ed in sintesi posso dire di non essermi mai trovata male da nessuna parte. L’importante secondo me è viaggiare a mente aperta, senza pregiudizi, animati dal desiderio di conoscere qualcosa di nuovo e di diverso, ed è per questo che prediligo l’organizzazione in proprio e non quella dei tour operator che sarà anche comoda, ma è certo più impersonale.

Un viaggio che ricordo con particolare piacere è quello che portò il Principe e me nel Borneo Malese, ma non aspettatevi un resoconto dettagliato, a me annoia leggere quei diari zeppi di particolari spesso irrilevanti e per questo motivo mi limiterò ad una breve descrizione corredata dalle mie impressioni.

5 febbraio 2014

Karaoke


Ho trascorso una serata al karaoke, cosa per me abbastanza inusuale dato che finora mi era capitato solo di andare nei pub karaoke, molto sui generis, di Gran Canaria frequentati solitamente da turisti britannici. La serata è stata divertente anche se non c’erano inglesi ubriachi a cantare; il pubblico era composto prevalentemente da habitué molto esperti in musica tendente al new melodico napoletano (!) e d’ora in poi non mi chiederò più a chi interessa il Festival di Sanremo perché ho avuto la risposta. Ho constatato inoltre che la mia conoscenza in fatto di musica italiana melodica è ancora più scarsa di quanto credessi e, a parte qualche classico dei cantautori, ho ripetuto per tutta la serata “ma io non l’ho mai sentita questa canzone”.
In generale mi piace cantare, lo trovo molto liberatorio, ma un conto è farlo in casa o in privato con un gruppo di amici ubriaconi… e a tal proposito un breve aneddoto.
A La Baronessa e me piacevano molto i Depeche Mode, forse li avevamo visti in concerto da poco, non ricordo, fatto sta che in quel periodo eravamo molto prese e anche convinte delle nostre doti canore. Mettemmo una canzone in sottofondo e ci registrammo: lei interpretò la parte di David Gahan e io quella di Martin Gore. Inutile dire che il risultato fu qualcosa di pietoso e non mi riferisco certo alla qualità della registrazione. Fine dei sogni di una carriera musicale.
Detto ciò, per la buona sorte dei presenti alla serata karaoke di cui sopra non ho cantato, però dovessi andare in un locale con musica a me più congeniale e con il giusto livello di alcolici in corpo potrei anche farlo, intanto mi alleno con questo testo figurato.  

E' chiaro di cosa si tratta,vero?



















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Leggi anche:

La Saga del Minotauro
Come porti i capelli bella bionda
 (link-fai-da-te by Mira Queen)

27 gennaio 2014

Yes, I Do Think You're Sexy


Le prime emittenti televisive a carattere musicale sono nate in Italia a metà degli anni ’80 e sebbene i video che venivano trasmessi, specialmente quelli degli anni precedenti, fossero semplici e privi degli effetti speciali a cui siamo ora abituati, sono comunque rimasti impressi nella memoria forse proprio perché l’offerta video musicale non era ridondante come al giorno d’oggi.



La canzone cui faccio riferimento è “Da Ya Think I’m Sexy?” di Rod Stewart e riguardando adesso il filmato mi fa quasi tenerezza, ma quando lo vidi per la prima volta, complice l’età, l’effetto che mi fece fu ben differente. E adesso non iniziate a fare calcoli, sapete bene che è estremamente scortese fare riferimento all’età di una Regina!

Nel video un Rod Stewart molto giovane e molto in forma si esibisce sul palco con la sua band, lui indossa pantaloni di pelle neri, camicia nera e maglietta leopardata: look che catturò l’attenzione di una Regina di Mirafiori ancora in erba. Nel filmato dell’esibizione dal vivo viene inserita una clip in cui Rod Stewart in un locale affollato sta guardando se stesso alla televisione, quando incrocia lo sguardo di una ragazza. Tra i due inizia un intenso dialogo fatto di sguardi ed ammiccamenti che si conclude con effusioni a casa davanti all’immancabile televisione che trasmette le immagini del concerto.

Tutto qui, niente a che vedere con i video attuali dove tutto è più esplicito, eppure ha una certa carica erotica sottintesa che all’epoca non mi lasciò indifferente.

Stavo entrando in quella fase della vita in cui gli ormoni comandano su tutto e dopo essere rimasta rapita a guardare quel filmato mi resi conto che l’infanzia era finita.


 
Rod Stewart - Da Ya Think I’m Sexy?

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Leggi anche:
(link-fai-da-te by Mira Queen)

10 gennaio 2014

This Charming Man


Ho riletto il romanzo “Il Ragazzo Sbagliato” di Will Russell.  

Protagonista è Raymond Marks, un ragazzino inglese che, vittima del pregiudizio e della superficialità degli adulti, a causa di malintesi e incomprensioni finisce preda di un vortice di solitudine ed emarginazione, in caduta libera verso un futuro di pazzia ed ospedale psichiatrico; il riscatto e la salvezza, insieme alla presa di coscienza di sé, avvengono grazie alla musica e alla passione per gli Smiths e Morrissey in particolare.

Il resoconto dei fatti avvenuti nel passato si alterna agli stati d’animo del presente e le riflessioni sull'amore per il suo idolo portano Raymond a ritrovare sé stesso; la particolarità del romanzo è che le vicende vengono raccontate dal protagonista in una serie di lettere (scritte sul quaderno e forse mai spedite) rivolte direttamente a Morrissey: una corrispondenza del genere non si potrebbe rivolgere a nessun altro, questo è il vero colpo di genio del libro!

Mi ha colpito molto la frase con cui Raymond, in un gioioso momento di confidenza e condivisione con la madre, descrive il suo idolo: “...lui è così, è un poeta, quindi è capace di esprimere i pensieri della gente...”. Mi piace questa frase, riassume così bene il senso di tutto. Anch'io trovo che le parole di Morrissey arrivino dritte al cuore per dire qualcosa che sai essere presente dentro di te, che provi anche tu e che forse non riesci ad esprimere. Quando ascolti certe canzoni, senti di non essere solo e capisci che il tuo essere diverso – nel senso di non ordinario – è qualcosa di bello, di cui andare fieri, un valore aggiunto in un mare di mediocrità.

In campo musicale ognuno ha i propri beniamini, ma è innegabile che siano rari i personaggi oggetto di culto nel modo in cui lo è Morrissey, tanto che ancora oggi c'è chi ama gli Smiths e rende loro omaggio, ad esempio This Charming Charlie (Brown, altro personaggio dolcemente malinconico): un sito dove le vignette dei Peanuts “parlano” con le frasi estratte dai testi delle canzoni degli Smiths: un delicato e delizioso omaggio ad entrambi.


E così, partendo dal romanzo, di divagazione in divagazione, guarda dove sono andata a finire. 


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Tito di Gormenghast
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(link-fai-da-te by Mira Queen)