31 maggio 2021

I Numeri Complessi

Questa mattina sulla metro ho notato una ragazza che leggeva un libro intitolato “I numeri complessi”. Nella mia totale ignoranza e distanza dalla matematica ho pensato che per me i numeri finché se ne stanno lì, fermi al loro posto, sono sempre semplici, ordinati e persino rassicuranti. I problemi sorgono quando iniziano a muoversi, spostarsi, interagire fra di loro: lì allora diventano complessi, arcani, incomprensibili, oscuri abissi.

 


 

 

 

 

 

 

 

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19 maggio 2021

Cessologia fuori porta

Vi tranquillizzo subito! Non state per leggere un imbarazzante resoconto di evacuazioni en plein air. Si tratta solo di una piccola, estemporanea, variante alla ben nota rubrica  dedicata ai bagni dei locali di Torino e dintorni.

Dopo i mesi trascorsi tra quarantene, zone arancio e rosse, maltempo, blocchi della circolazione e quant’altro, ho approfittato della “riapertura” per fare una piccola vacanza in Toscana (che è un po’ più in là del fuori porta, ma non puntualizziamo). Visitando un grazioso borgo medievale mi sono fermata a mangiare in un bar ristorante in una tranquilla piazzetta e tutto il contesto circostante non faceva presagire ciò che avrei trovato all’interno.

Il moderno locale sembrava più un cocktail bar “da sera” che un ristorantino, ma niente di eccessivo. Il bagno invece!! Tutto ricoperto di mosaico dorato e glitterato a cui mancava solo la sfera rotante da discoteca. Ma forse sarebbe bastato solo accendere la luce per ottenere quell’effetto disco glam. 

 

 



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15 aprile 2021

Il Pallone d'Oro della letteratura

L’altra sera guardavo una partita di calcio in TV e dato che, purtroppo, non c’è più il pubblico negli stadi ho finito mio malgrado per prestare attenzione al festival di banalità proferite dei commentatori. A dire il vero, almeno una divertente e originale l’hanno detta e cioè che “il portiere si rivolgeva ai compagni di squadra in lingua originale” (mentre forse gli altri giocatori erano doppiati o avevano i sottotitoli, non ho visto bene) poi, per il resto, è stato il solito ripetersi di spizzare la palla, lanciarsi nello spazio, le imbucate, gli scarichi e le ripartenze.

Ma l’espressione ripetuta fino allo sfinimento (mio) riguardava la lettura. Va bene, non cadiamo sempre nel solito luogo comune che i calciatori siano ignoranti e che non sappiano dire due parole sensate, ma non facciamone nemmeno dei letterati! E invece, a sentire questi due commentatori, è stato un continuo leggere la palla, leggere la situazione, Tizo ha fatto una buona lettura, Caio legge bene le intenzioni, il difensore ha letto l’attaccante avversario

Tutto ciò mi ha confusa e disorientata: finita la partita sono andata in camera e ho iniziato a calciare e palleggiare i libri che avevo sul comodino.

 

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