17 giugno 2016

La Vispa Teresa fumava l'erbetta...


Avrei potuto intitolare questo post con qualcosa del tipo “Sono ancora qui”, oppure “Visto che non scrivo da tanto tempo”… ma non mi sembrava molto divertente. In questo modo, invece, capite subito che state per avventurarvi in una selva di frizzi e lazzi, giochi di parole e demenzialità senza ricchi premi né cotillon.
E se dopo aver letto vi chiederete perché non sono stata altri tre mesi senza scrivere, non dite che non vi avevo avvisati.


23 marzo 2016

La Famiglia Mirafiori e l’ora legale (o del perché è meglio avere l’orologio digitale)

Il divertente e un po’ surreale episodio che sto per raccontare accadde tanti anni fa, eppure mi viene sempre da ridere quando ci ripenso in momenti come questo, in cui ci si appresta al passaggio all’ora legale.
Ai tempi, i ritmi mattutini di casa Mira erano scanditi e organizzati dalla sveglia di mio padre che era il più mattiniero, poi, prima di uscire svegliava mia madre e io che andavo a scuola mi preparavo per ultima. Cosa andò storto quel lunedì mattina nel rodato meccanismo familiare non lo so esattamente, la sostanza fu che eravamo tutti in ritardo di un’ora e nessuno se ne accorse. Per quanto mi riguarda, ricordo che controllavo l’ora, o meglio il rassicurante scorrere della lancetta dei minuti – e sottolineo dei minuti - sul quadrante dell’orologio appeso in cucina, procedendo con l’abituale lentezza nei preparativi.

La sera a cena ci fu il resoconto delle rispettive giornate: la meno divertente fu quella di mia mamma che arrivò al lavoro con un’ora di ritardo, ma siccome era sola, nessuno le disse nulla, uscì un’ora dopo e fine della storia.
Mio papà dopo aver timbrato il biglietto dell’autobus andò a protestare con l’autista perché secondo lui la macchinetta obliteratrice non segnava l’ora giusta. Il conducente controllò l’orologio da polso e confermò che, in effetti, era indietro di due minuti. Due minuti? Non un’ora? Piano piano si fece strada in lui l’idea di aver preso una cantonata, la sensazione fu avvalorata dall’insolito affollamento di studenti e diventò certezza quando la bollatrice dello stabilimento confermò che aveva un ritardo da giustificare.
Ovviamente la mattinata più demenziale fu la mia, e ovviamente feci di tutto per peggiorare la situazione ostinandomi a non vedere i segni che avrebbero dovuto farmi evitare di trasformare un errore in una figura di merda.

6 marzo 2016

Buchi nell'acqua



Un amico, per prendermi in giro, mi chiama “le-so-tutte” identificandomi con l’improbabile personaggio di Zelig, ma ciò non è per niente vero dato che sono molte le cose che non so. Ad esempio, fino a un paio di settimane fa, non ero a conoscenza del fatto che saremmo stati chiamati per una consultazione referendaria su un tema di grande importanza ambientale: le trivellazioni in mare, al largo delle coste italiane, per l’estrazione di idrocarburi. [qui un articolo]

Non è di grande consolazione poter dire che non lo sapevo perché la notizia non sta avendo grande visibilità, ma ciò che davvero mi rattrista è che il referendum non si svolgerà in contemporanea con le elezioni amministrative di giugno, bensì il 17 aprile… praticamente domani. Questo significherà spendere un sacco di soldi per organizzare due consultazioni a distanza di poche settimane (alla faccia della cosiddetta spending review) e comporterà avere tempi ristrettissimi per la campagna informativa da parte dei promotori del referendum, che per la cronaca sono nove Consigli Regionali. [qui un articolo]

Mi sembra l’ennesimo caso in cui si cerca di far passare in sordina un referendum con l’intento di non raggiungere il quorum, quindi invito tutti a informarsi, diffondere la notizia il più possibile e ovviamente ad andare a votare affinché questa consultazione son sia un buco nell’acqua… di mare. [campagna informativa di Greenpeace]



Un paio di aggiornamenti su altri referendum al momento esclusi:


 

2 marzo 2016

Non c’è più la Svizzera di una volta



Ho letto da un vicino di blog che recentemente in Canton Ticino si è svolto un referendum per l’ampliamento dell’orario di apertura dei negozi.
Ho ripensato agli inizi degli anni ’90, quando andavo spesso a Lugano a trovare un amico e fare indigestione di cioccolato (no, non esportavo capitali) e mi sono tornate alla mente alcune abitudini locali che ai tempi mi erano sembrate stravaganti:



  • Gli svizzeri spegnevano il motore dell’auto quando il semaforo diventava rosso, invece di accelerare per passare.
  • Nei supermercati tutti si pesavano e prezzavano da sé frutta e verdura, senza fare la cresta sul peso dei vari pomodori e zucchine. Io mi stupivo molto, ma capirai, ero abituata al supermercato vicino a casa mia (a Mirafiori) che esponeva un cartello in cui si ricordava che ritagliare i punti dalle confezioni costituiva reato.
  • I negozi chiudevano alle 18 ed era come se il centro rimanesse deserto ad un orario che consideravo pomeridiano.
  • E sempre in tema di orari, come dimenticare quel capodanno in una discoteca semivuota nel centro di Lugano? Non è che Torino sia mai stata Las Vegas, ma già a quei tempi si poteva tirare tardi al pub o nelle discoteche; lì invece, poco dopo il brindisi di mezzanotte stavano già preparando per la chiusura, sottolineando che giusto perché era una serata di festa, il locale rimaneva aperto ben fino all’una!



Insomma, sorrido ripensando a questi episodi e alle piccole differenze di comportamento per cui con il mio amico ticinese ci prendevamo reciprocamente in giro. Adesso siamo sempre più globalizzati, le abitudini cambiano nostro malgrado e le città finiscono per assomigliarsi tutte, con gli stessi negozi nel centro e le stesse insegne accese tutta la notte.



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Leggi anche:


scritte sui muri  a Lugano

(link-fai-da-te by Mira Queen)



26 gennaio 2016

Anna Karenina e altre amenità


I lettori più attenti avranno sicuramente notato che negli ultimi tempi sono state più frequenti le recensioni di libri rispetto a quelle dei bagni nei locali, in effetti sono uscita poco e ho trascorso più serate leggendo.
Potrei raggruppare le categorie e ottimizzare le recensioni leggendo in bagno - cosa che faccio abitualmente a casa - ma fuori non mi riesce particolarmente comodo, quindi per il momento lasciamo perdere e parliamo solo di libri (non necessariamente letti in bagno).



Traduzione di Leone Ginzburg
Tutta questa premessa per dire che ho finalmente letto Anna Karenina!

Inizialmente le 800 pagine mi incutevano un po’ di timore e probabilmente non mi sarei avventurata nella lettura del libro cartaceo, invece grazie all’e-reader è filata liscia, gradevole, senza danni per i polsi e senza rischio di farmi cadere il volume sul naso leggendo a letto.


9 gennaio 2016

Sfide di lettura 2



Secondo e ultimo aggiornamento dei giochi basati sulla lettura dei libri e per chi non sa di cosa si tratti seguite i link, qui trovate il Reading Challenge 2015 e qui il mio “Decalogo in 15 punti del buon lettore".

Considerazioni generali
Sottopormi a queste sfide ha parzialmente influenzato il mio approccio alla lettura, in particolare ho cercato di prestare più attenzione all’età dello scrittore e alla cronologia delle opere e tutto sommato si è rivelato un piccolo, interessante, approfondimento. Le mie scelte non sono state condizionate più di tanto dalle liste, anche se a un certo punto ho realizzato che “mancavano” le donne e gli italiani e mi sono così imposta di colmare questa – chiamiamola così – lacuna, tanto per stare al gioco.

22 dicembre 2015

Indovina chi viene a cena


Sono stata in trattoria (e voi direte “uhmm notiziona davvero interessante”).

Dicevo che sono stata in trattoria e mentre aspettavo l’arrivo dei piatti impiegavo il tempo dedicandomi ad una attività molto edificante: fare l’impicciona. Osservavo l’ambiente circostante e le persone, vista la stagione c’erano ben tre tavolate di cene pre natalizie i cui gruppi erano composti prevalentemente da uomini e questo ha dato il via ad una serie di interrogativi:



1) Perché questa abitudine delle cene tra colleghi prima di natale? Si trascorrono insieme al lavoro quasi tutti i giorni dell’anno eppure non mi sembra che si senta la necessità di organizzare cene aziendali a marzo, ottobre, oppure prima delle ferie estive. Che poi magari non si va nemmeno d’accordo con tutti…
(ma questo non è di fondamentale importanza)


2) Perché a queste tavolate c’erano quasi esclusivamente maschi? Forse, allora, i dati sulla disoccupazione femminile sono veri. Le donne non lavorano, non hanno vita sociale oppure preferiscono trovarsi per un aperitivo o andare a ballare?
(questa è già una questione più interessante, ma passiamo oltre)


3) Il quesito più importante, il grande cruccio, l’interrogativo cui davvero non so dare una spiegazione. (qui dovete essere molto attenti e concentrati)
Un solo tavolo godeva della presenza femminile, nell’iniqua proporzione di 19 uomini a 2, e le rappresentanti del gentil sesso non erano colleghe, non erano le segretarie a cena con gli operai. No, erano le fidanzate di due commensali! Addirittura una era alla prima apparizione in quella compagnia visto che si presentava a tutti i convitati. La situazione mi è sembrata patetica e forzata.
(e la domanda? adesso ci arrivo)  
Mi sono chiesta cosa spinga una donna a partecipare ad una serata del genere senza sentirsi a disagio; se non si renda conto dell’inadeguatezza della sua presenza in un simile contesto; se non si sarebbe infastidita, a parti inverse, ad avere un fidanzato-controllore-al-seguito in una tranquilla serata tra amiche.

Bene, anzi male. Io come donna e come Esperta in Grandi Quesiti  devo ammettere di non essere in grado di dare una risposta illuminante. Questo è un caso al di fuori della mia capacità di comprendere, anzi, direi che si tratta di una questione degna di analisi del Club Papillon a cui mi rivolgo per una visione dei fatti dal punto di vista maschile e maschilista.

Purtroppo non sono in grado di fornire altri elementi sulle dinamiche comportamentali del gruppo perché ad un certo punto qualcosa di molto importante ha catturato la mia attenzione e ho smesso di farmi i fatti degli altri:
è arrivata la mia frittura di pesce… e l’Universo ha cessato di esistere.




Qui trovate il parere espresso dal Club Papillon.

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Leggi anche:
Ricetta del panettone alle acciughe
Il Punto S
Rubrica "Ho fatto la pipì" 9^ puntata
(link-fai-da-te by Mira Queen)